– Una cosa sola – DEDICATA A ME

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Ovviamente parliamo di una supervisione fatta da me stessa su ogni cosa, questo lo preciso per evitare inutili parole di troppo o equivoci. Un luogo comune dice “tale madre…”, non credo ai luoghi comuni ma ammetto che più mia figlia cresce più vedo le sue attenzioni a me, a ciò che faccio, ed alla sua voglia di imitarmi, il che incute molta responsabilità ma altrettanta fierezza. Così, da madre apprensiva ho deciso di approvare ed aiutare la piccola creatura in un suo desiderio, ovvero, avere un blog nel quale informare le persone, riportare notizie e curiosità, parlare dell’ambiente e degli animali, e scrivere e scrivere. Ho voluto dare importanza a questo, lasciando libera la sua espressione, e, si, lo devo ammettere, sono decisamente curiosa di conoscere cosa si rinchiude nella testolina che quasi dieci anni fa uscì proprio da me. E così, il suo primo post è un leggere e condividere ciò che la mamma aveva scritto proprio per lei. La principessa.

Attenzione mondo, una bocca che ne se una più degli altri ha trovato la penna.

@ElyGioia

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– Per poter vivere –

Volava su binari vuoti, con un desiderio impellente di sentire quell’aria forte spostata da quel treno in transito. Scalza, spoglia, piena di segni sulla pelle, lasciati al passaggio di ogni battaglia.

Volava con ali di carta e cuore di seta, fragile, tremendamente fragile. Lasciava il suo respiro, su ogni finestrino, durante le brevi soste di quel treno. Treno che ogni volta l’accarezzava, per poi ripartire, sapendo che l’avrebbe trovata sempre lì, solo lì.

Volava con sogni fatti di zucchero ed occhi di ghiaccio, quel ghiaccio che scotta. Persino l’intera stazione prendeva la sua temperatura, tutto intorno a lei ne veniva coinvolto. Attimi plasmati da sentimenti che non conoscevano progetti ma che vivevano nella certezza di essere vivi, sempre vivi, di giorno come di notte, nelle primavere della vita come nei suoi autunni.

Volava cercando nell’aria le rimanenze di quei battiti, battiti che lei rendeva eterni, per poter vivere.

@ElyGioia

– Gli occhi di una donna che ama –

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Gli occhi di una donna che ama volano, fino a confondersi con il cielo, e disarmano anche il cuore più duro. Essi hanno la capacità di assorbirti l’anima, rendendola più fragile e forte allo stesso tempo. Si donano interamente e si fanno baciare ed accarezzare in qualunque forma. Non hanno veli, solamente ali, sulle quali puoi viaggiare senza correre il rischio di cadere giù, nella terra, dove persino l’erba dei prati è diffidente e cinica.

Gli occhi di una donna che ama non hanno età, non hanno colore, possiedono unicamente una energia, di quella che non si esaurisce mai, nemmeno quando s’imbeve di prove difficili. Essi non condannano, tirano fuori il meglio da ogni cuore. Essi fanno assaporare il paradiso ancora prima della morte.

@ElyGioia

– Se menti –

Se menti, il mio cuore da testardo diventa incredibilmente debole. Se menti, esattamente in quel momento, mi dividi a metà, la mia voce da partecipe diventa spettatrice invisibile. E non ci sono abbracci che tengano difronte all’incapacità di affrontare la verità, perché gli abbracci sono doni che non conoscono convenienze ma solo bisogni.

Se menti, dipingi di nero l’arcobaleno che nel tempo si è formato sopra di noi. Se menti, esattamente in quell’istante, mi disarmi brutalmente, i miei occhi non hanno più luce, si spengono del tutto. E non ci sono baci che tengano difronte all’abbandono della lealtà, perché i baci sono perle che si bagnano di purezza e che non si contaminano con nient’altro.

Se menti non scegli me, scegli il resto del mondo.

@ElyGioia

– Lei –

Lei non accarezza, lei toglie la pelle. Non soffre per amore, si distrugge. Non vuole bene, ama. Non da una parte di sé, si dà per intero. Non respira, inghiotte ossigeno. Non chiede, bisbiglia i suoi desideri alle orecchie. Non si commuove, innaffia coi suoi sentimenti ogni dove. Non leviga, forma. Non unge, inzuppa. Non desidera, si straccia di voglie. Non parla, tesse parole al cuore. Lei non spinge, investe. Non si rattrista, si cosparge di cenere. Non si spoglia, si strappa i sentimenti.

Lei non abbraccia, afferra.

@ElyGioia

– Mi guardi a stento, ed io ti amo –

Mi guardi, a stento, a singhiozzi, in un alternarsi di ore capaci di determinare le mie parole, ed io ti amo.

Mi guardi a tratti ed ogni volta che non lo fai è come se ti perdessi un pezzo di me, di ciò che penso, di ciò che provo, di ciò che vivo, ed assieme a te mi perdo anche io, hai giusto lo sguardo sul mio ultimo pensiero; sfuggono i precedenti, quelli scritti prima, quelli che fuoriescono da un anima sviscerata, ed io ti amo.

Mi guardi nella frazione di un minuto, mentre io cerco di raccogliere tutti gli altri, per portarli ai tuoi piedi e mostrarti me, darti me in tutte le mie lagne e mancanze, ed io ti amo.

Mi guardi voltandoti leggermente, con il tempo pari ad un battito d’ali di farfalla, io invece batto i piedi, finché non sarò colata atterra dalla sedia dal bisogno di noi, ed io ti amo.

Mi guardi nella fine di un istante, ed io ti amo, sapendo che, ultimo minuto del giorno, è sempre una sua parte, seppur piccola, e mi strugge il cuore ma poco non è pari a niente.

È solo che fa male quando ti perdi qualcosa di me, perché ogni cosa di me è per te. Ed io ti amo, come la prima volta, esattamente come la prima volta nella quale i nostri nomi si sono conosciuti.

È solo che che fa male quando sento un po’ di amarezza in me, perché in me ci sei tu. Ed io ti amo, come la prima volta in cui ho deciso di rimanere perché ho capito che senza te non è vita.

@ElyGioia

– Poteva anche morire –

Temeva di perdere le forze per continuare a bussare su quella porta chiusa, posta al centro dei suoi sogni. Non voleva altro che poterla vedere aperta, almeno per un po’, giusto il tempo di prendere il respiro, per poter affrontare la realtà che l’aspettava fuori, come un feroce aguzzino. Indossava abiti leggeri, non soffriva il freddo, se non quello del cuore, vestiva i suoi sentimenti, bastavano essi a portare l’estate sulla pelle. Ma arrivavano quei giorni nei quali il suo amato inverno colpiva inaspettatamente anche il suo petto. E prendeva forme diverse, a momenti si faceva lancia, altre scudo, altre coltello, altre ancora prendeva la forma di una leggera punta di matita. In quei giorni si sedeva, sempre lì, davanti a quella porta, sembrava sperare ancora nonostante tutto, d’altronde come poteva non farlo?, ormai lo sperare era diventato il suo sprono nella vita. Vita arrabbiata con lei, vita che sembrava farlo apposta a non volerla consolare. Era arrivata al punto di non poter più nemmeno sfiorarla, quella porta, eppure rimaneva a guardarla da lontano, nel caso all’improvviso si sarebbe aperta, avrebbe iniziato a correre veloce per esserci. Era arrivata ad essere a chilometri di distanza eppure il cuore era rimasto su quella maniglia. Più il suo corpo si allontanava a causa del tempo, più il cuore sentiva strappi lungo lo scorrere dei suoi battiti. E non smetteva mai, di battere, lei avrebbe potuto anche morire, il suo cuore non l’avrebbe seguita.

@ElyGioia

– Si crea ciò che il cuore pensa – @ElyGioia