– Suonerò di noi –

Prova a custodirmi un pochino pure tu; prova a trattenermi almeno un po nei tuoi saluti sfuggenti.

Prova anche solo per un attimo ad immobilizzarmi nel tuo tempo, affinché possa profumarlo, affinché possa scrivere qualcosa nel diario dei tuoi giorni, affinché possa esserci nella lista del tuo quotidiano.

Qui, davanti al pianoforte, cerco le tue note, dove sono? 

Ed anche se non ti vedo prima o poi ci sarai, vedrai, scoprirai.

Non c’è il segno del tuo passaggio, chissà quanti citofoni dovrò ancora suonare, chissà quanti tasti dovrò scoprire e guarire.

Prova a cercarmi un pochino pure tu; prova a studiarmi almeno un po nei tuoi battiti veloci.

Intanto suonerò, come sempre di noi.

Tra un passo dei nostri cuori ed uno sguardo delle nostre anime, suonerò di noi.

@ElyGioia

– Spappolami –

Lei è una di quelle donne alle quali non serve chiedere nulla, basta l’inizio di un cenno, di un sopracciglio alzato, di una parola sussurrata, per capire ciò che in quel momento naviga per la sua testa.

È esattamente quel tipo di donna che è capace di accarezzare e mordere nello stesso millesimo di secondo; ciò che lei fà porta sempre ad un effetto, a tratti forte a tratti leggero, a tratti tremendo a tratti dolce.

Ed in questo momento lei vuole, sì, vuole usare le sue mani, le sue braccia, persino i suoi capelli, per avvolgere chi ama.

Vuole che li si fiondi addosso ogni cosa; vuole quella nuca stretta al suo ventre per poterla cullare, per poterle dire “ci sono io con te”, per poterle confessare il suo essere completamente sua.

La sento urlare, mentre le dita delle sue mani si arricciano come a stringere l’aria che passa nel loro mezzo.

La vedo vestirsi di tutto quello che l’appartiene, il risultato ne è sorprendente.

La vedo stringere al limite delle sue forze; la sento dire sottovoce ” spappolami l’anima”.

La vedo abbandonarsi e gustare di tutto quel vivere; come un ape si nutre del nettare di un fiore, lei vuol donargli tutto ciò che tiene in vita il suo cuore.

Lo vuole letteralmente nutrire, ne vuole uscire devastata, sospirata, spappolata.

Le chiedo: “perché vuoi tutto questo?” risponde : ” è puro egoismo, far vivere lui di me è ciò che fa vivere me; regalare a lui il sole è ciò che fa scaldare me; prendermi cura di lui è amare me stessa; farlo sorridere è rendere me davvero felice.”

Lei, una egoista nel cuore.

@ElyGioia

– Partita –

 Le 7 e 38 di questo giovedì mattina.

La tua prima gita fuori porta, da sola, senza la tua mamma chioccia.

Venezia è grande e t’immagino lì, allegra, con il tuo chiacchierare come una grande, con il tuo tener per mano la tua amica del cuore, con il tuo sguardo perso tra quei musei che tanto ti fanno sognare.

Piccola pulcina in mezzo a questo grande contenitore chiamato mondo, è arrivato il tempo di scoprirne qualche stralcio pure per te, con i tuoi soli occhi; di solito c’erano pure i miei a farti da guida.

Tu piccola, io che lo sono diventata più di te, quando t’ho vista salutarmi da quel finestrino, con il tuo cappellino, il tuo cartellino, la tua anima coraggiosa in attesa di conoscere qualcosa di più, mia futura archeologa.

È qui che mi scopro in tutto il mio lato protettivo, in tutto il mio essere madre, dono che tu mi hai fatto, nove anni fa.

Dono che nessuno potrà portarmi via, nemmeno quando avrai la tua vita con tutti i tuoi impegni, il mio esserti madre, non cambierà, mai. 

Mai e poi mai.

Ora, dopo le mie raccomandazioni, và, divertiti, io sarò qui, su questo binario ad aspettare tutto ciò che mi racconterai al tuo ritorno.

Già mi manchi, ecco, mi sembra di sentire il tuo “ma mamma”, sì, lo so, il mio amore a volte mi porta a sentirmi come mancare l’aria quando non vedo, non sento, non vivo, chi amo.

Calpesta quei ponti e vivi con tutta te stessa questa nuova esperienza.

Piccola gondoletta di una delle città più belle della nostra Italia.

” Lettera di una madre”

@ElyGioia