– Ti prego –

IMG. Dal Web

Ora, il mio regalo più grande sarebbe quello di riempire le mie tasche delle tue mani, ungerle con le mie paure, affinché, avvolta da te, possano cadere tutte, l’una dopo l’altra.

Un sistematico movimento che rimane immobile davanti a quegli occhi che, giuro, mangerei.

Un vortice di sassi che diventa muro tra quelle braccia che, giuro, non lascerei mai.

Ora, il mio dolore più grande sarebbe quello di sapere che, in fondo, è come apparentemente sembra; ed io voglio superare questa superficialità e cavalcare questo sentimento, che prende forma ogni volta che ci sei, diventando sempre più grande.

Chiedo solo di proteggermi, da queste correnti che sembrano voler spazzarmi via; proteggimi e dimmi che è stato un brutto sogno, portami nel tuo, se puoi, se lo vuoi, portami, ti prego, nel tuo.

Da te, con te, è tutto più sereno, sicuro, vivo.

Proteggimi.

@ElyGioia


– ….. –

Opera di Christian Schloe

Ehi tu, sto raccogliendo il colare della luna, così con la scusa la guardo e chiedo a lei cosa pensare; sì, perché sò che credo in te, voglio farlo con tutta me stessa.

Il pensiero però diventa pesante, tamburegga al timpano e mi fa domande alle quali io non posso rispondere con certezza.

Sarà un caso? Sarà un tecnologico caso?

Sarà quello che sarà, io continuo a respirarti sotto questo chiarore lampante.

Malapena apro gli occhi, per la paura di vedere cose nuove, con la curiosità e l’estremo bisogno di sapere che tutto è come sempre.

È lacerante, un travolgente tarlo che non so più come spiegare.

No,non sò più come spiegare.

@ElyGioia

– Se è uno scherzo.. –

Se è uno scherzo non farmelo, eliminalo, torna e cancellalo dalla mia mente; perché non poter raggiungere il nostro contatto è come vederti attraverso un vetro e non poter ascoltare e né parlare.

Se è una sorta di punizione l’ho già scontata, ora però torna e dammi modo di poter trovarti anche quando non ci sei, sì, anche quando non ci sei.

Se è un modo per dire “basta” l’ho già subito, torna e continuiamo a cercarci pure laddove non ci saranno indicazioni, non ci occorreranno, fidati di me.

Il vetro è freddo, torna e scaldiamo queste mura affinché ciò che scorre dentro di noi fluisca forte donandoci veraci soluzioni.

Davvero, se tutto questo è uno scherzo, una punizione o un modo di dirmi “basta”, cambiamo giradischi, torna, e ricoloriamo ogni cosa.

” Lettera ad un Amore “

@ElyGioia


– Immenso –

I miei capelli s’attorcigliavano tra le dita, i ricordi li facevano roteare così velocemente.

Davanti a quel sole; mi stava salutando pure lui, mi stava scaldando con i suoi ultimi raggi.

Ma, in fondo, trovavo la cura, a quel l’imminente buio, nel rivivere tra le onde i nostri sorrisi, rimasti lì, a specchiarsi nell’acqua.

Rimasti lì, ancora a guardarsi ed a prendersi un po in giro, isolati da tutto, al centro del mondo.

Fissavo quel gabbiano che fino a prima indicavamo con le nostra dita, incrociate, una sopra l’altra.

Abbassavo gli occhi e poi, poi la sabbia scriveva da sola con le sue conchiglie il nome di tutti i nostri abbracci.

Quei tipi di abbracci che rappresentano l’intero oltre che c’è e che si vive.

Ecco, proprio così, sospirando al mare, ti ho pensato, ed ancora ora penso a come è uguale all’amore che c’è, immenso. 

@ElyGioia

– Posta piena –

IMG. Dal Web

Ci sono momenti in cui i capricci vogliono vincere su ogni cosa, e corrono, saltano, si esaltano, si scatenano.

È così che queste lenzuola volano fino a toccare il soffitto di questa casa nascosta.

Ed ho cercato di rispondere alla tua musica con le mie parole, ma un messaggio mi ha preceduto dicendomi che la tua posta è piena.

Piena di noi, credevo.

Piena di note scritte e vissute da noi, immaginavo.

Non posso fare troppo rumore, posso solo bussare, sì ma dove?

Allora busso al vento affinché t’arrivi una stretta a ricordarti di me, di te, di quella posta che ora è piena, chiusa, sigillata, senza poter più ricevere né inviare.

@ElyGioia

– Oggi, chissà –

Oggi è come camminare su acqua bagnata rimasta in questo pezzo d’asfalto, fatto apposta per me.

Oggi è come fiondarsi nel labirinto di quel sentimento intrinseco, fra le corde lente di un violino e quelle veloci di una chitarra.

Oggi siamo sempre io e te, io agitata e tu maestro di quiete, siamo sempre questo assordante meraviglioso duetto di strumenti.

Oggi la musica ha ritmi che cambiano in continuazione, essa viaggia per affarrare presenza e poi s’arresta per aspettarla.

Oggi è fulmine in mezzo all’azzurro, grandine che cade sul mare ed onde che si gettano sui costanti tremendi pensieri.

Pensieri fatti di quell’irruenza che ti cerca, che ti afferra, che ti preme fino a far un tutt’uno delle nostre teste, a volte dure, a volte leggere.

Oggi ogni muro cade per tutte quelle urla che cadono a terra, lo fanno crollare, lo riducono in minuscoli sassolini sui quali io scrivo lasciando una traccia indelebile di noi.

Oggi chissà se sarà diverso, chissà se si frenerà quest’incombente bisogno di vivere amando, toccando, ascoltando.

Sì, oggi chissà se sarà diverso.

@ElyGioia

– Al di qua di me stessa –

Una mattina che irrompe tra queste mie sbarre, quasi a volerle allargare per farmi ancora un pò di spazio, per farmi osservare meglio, per farmi arrivare anche negli occhi un pò di luce.

Sbarre che non sanno di nulla, che limitano, che trafiggono, come lance, il corpo, imbevendosi di me, di tutto ciò che pure i miei passi hanno trascorso, di tutte quelle emozioni che sono evaporate svuotando l’anima.

E ci guardo atttaverso, vorrei toccare ciò che vedo per stringerlo a me; vorrei tenacemente aggrapparmici per non aver mai più altro panorama.

Non permetterei nemmeno al vento di portare via quel pezzo di cielo che si è dipinto sul mio cuore, ma sono qui, in tutti i miei liberi limiti, in questa fortezza circondata da spine di rose.

Stillano emozioni che vogliono correre, sì, senza mai arrestarsi, senza mai trovarsi rinchiuse.

E sono qui, con i passi di chi è fermo a guardare ciò che ama.

Sono qui, facendo scorrere veloce queste lancette appese al muro, voglio che girino volici, ancora più veloci.

@ElyGioia