– Al di qua di me stessa –

Una mattina che irrompe tra queste mie sbarre, quasi a volerle allargare per farmi ancora un pò di spazio, per farmi osservare meglio, per farmi arrivare anche negli occhi un pò di luce.

Sbarre che non sanno di nulla, che limitano, che trafiggono, come lance, il corpo, imbevendosi di me, di tutto ciò che pure i miei passi hanno trascorso, di tutte quelle emozioni che sono evaporate svuotando l’anima.

E ci guardo atttaverso, vorrei toccare ciò che vedo per stringerlo a me; vorrei tenacemente aggrapparmici per non aver mai più altro panorama.

Non permetterei nemmeno al vento di portare via quel pezzo di cielo che si è dipinto sul mio cuore, ma sono qui, in tutti i miei liberi limiti, in questa fortezza circondata da spine di rose.

Stillano emozioni che vogliono correre, sì, senza mai arrestarsi, senza mai trovarsi rinchiuse.

E sono qui, con i passi di chi è fermo a guardare ciò che ama.

Sono qui, facendo scorrere veloce queste lancette appese al muro, voglio che girino volici, ancora più veloci.

@ElyGioia

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