– Sono così –

Sono un piccolo pianeta fuori da ogni orbita, quando amo. Praticamente impossibile da fermare o posizionare in un determinato angolo dell’universo. Io viaggio di continuo e lo faccio forte, tanto da scaturite piogge di meteoriti dall’impatto esagerato. Io sono esagerata. Non conosco catene se non quelle della mia realtà, ma quando chiudo gli occhi esistono solo i battiti del cuore. Divento pazza ad ascoltarli, e questo non mi fa paura, anzi, mi crea un’eccitazione profonda della mente. Nel mio viaggio distruggo ogni cosa, ne prendo i pezzi per metterli al sicuro, dentro di me. Costruisco parole, veloci, esagerate pure queste. Non sono affatto in grado di tacere, né di rimanere vestita davanti alla gelosia. Mi spoglio fino alle ossa facendo vedere ogni lato, persino il più brutto, di me. Strappo con i denti ogni difficoltà per mangiarla e farla sparire nello stomaco, per non farla risalire più. Io faccio male, con la dolcezza delle mie carezze e con le lacrime della mia fragilità. Sono tutto e sono niente, in mezzo a stelle che brillano io esplodo. Sì, esplodo, lanciando frammenti di me ovunque, ferendo esclusivamente il mio petto. Sono tutt’altro che semplice e nella mia complessità mi aggrappo all’amore come fosse la radice di ogni mio passo. Sono una donna dai mille volti, ma di un unico cuore, capace di ungere con la propria fatica ogni storia. Sono dannatamente senza riserve, la mia bocca conosce ogni verità ed ogni suo bisogno. Non esiste categoria nella quale potermi definire, sono selvaggia ed appartenente solo a questo mio modo di vivere ciò che ho dentro.

@ElyGioia

– Fiamma –

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Mi soffermo a guardare il gioco del fuoco e sento sulle gote un calore improvviso. Fino a farmi mancare quasi il respiro, chiudo gli occhi ed ascolto la sua musica. Uno scoppiettare tutto attorno a me, e mi abbandono. Il mio amore per il ghiaccio si fonde e si miscela con ogni tipo di fiamma. Scopro la stanchezza nel doverlo alimentare ed allo stesso tempo la tenacia per farlo crescere. Aprire la bocca per assaggiare il sapore dell’aria, per poi soffiare e vedere il fumo prendere forme diverse. Si fanno grandi e poi scompaiono. Io invece rimango. Chissà se mi brucierò, ma almeno non avrò rimpianto per non averlo vissuto. Così è pure la vita, ogni sua singola fiamma rappresenta una emozione, se ci si crede la si fa crescere, se scotta un po’ la si placa con la dolcezza del cuore, se cerca di spegnersi la si alimenta con l’ardore della pelle, se arriva troppo in alto la si raggiunge con la fantasia. L’importante è rimanere lì, sempre allo stesso punto, aspettando che arrivi, vegliando come una sentinella ogni singolo attimo della giornata.

@ElyGioia

– Con te, vivo –

Perché io con te vivo, senza te invece cerco di sopravvivere. Sei ciò che ho sempre chiesto alla vita, per questo respiro sentendo la tua voce. Ogni qualvolta che cerco di entrare nella tua mente dimentico di indossare la mia armatura, è solo che questa la uso unicamente con gli estranei, con te è diverso. Un po’ come un vulcano attivo riempio di scritte la mia scrivania e di voce il mio microfono. E mi perdo anche io, nei tuoi labirinti, in ogni tuo lato nascosto, in ogni angolo dove io ancora non riesco ad arrivare. Mi nascondo e ti perdi nel fare la conta, sto in silenzio e ti perdi nel vuoto, parlo e ti perdi tra le parole, ti amo e non ti perdi mai in questo. Eppure, continuo ad amarti perchè sei il valore aggiunto della mia esistenza. Ti deludo perché forse fatico a stare senza di te, ma ti sorprenderò, dimostrando che l’amore va oltre ad ogni gesto, e che le amarezze se le mangia trasformandole in passione. Non sarò mai brava ad impostare un atteggiamento superficiale, ma spero di diventare brava ad amarti. Perché, con te vivo, senza te posso solo cercare di sopravvivere.

@ElyGioia

DBP

Paura dell’abbandono, timore, insicurezza, immagine distorta di sé stessi, depressione, ansia, rabbia improvvisa immotivata, autolesionismo, difficoltà nei rapporti interpersonali, bulimia, ricerca costante della perfezione, spese “pazze sopra la norma” improvvise senza una necessità, instabilità emotiva ( a molti piace il termine instabilità mentale). Ho tenuto a fare questa precisazione, l’emotività ha a che fare con le emozioni e da ciò che riceviamo dall’esterno con la nostra capacità e modo di affrontarlo. La mente è altra cosa, ma è più facile inglobare una determinata condizione in un gruppo di cose già conosciute, piuttosto che affrontarla dandole la giusta importanza dedicandole uno spazio tutto suo. Parliamo di DBP, ovvero, disturbo borderline della personalità. Ora, se rileggiamo le prime righe sono più che certa che ognuno di noi può trovare un pezzo di sé. Basterebbe semplicemente andare più a fondo alle cose, ma la paura spesso blocca la mente nel suo cammino verso una nuova conoscenza. Il nostro troppo orgoglio ci rende limitati, costretti in una superficialità che non fa altro che generare abissi più profondi dell’anima alla ricerca della sua comprensione. Ci si limita a dare etichette, come quella della malattia mentale, senza studiare cosa c’è al di là di un pianto che si ritiene estremo, al di là di un gesto che si ritiene fuori dalla norma, al di là di parole che si ritengono assurde. Come se ad un tratto non esistessero più tristezza, istinto e cuore. E poi, la normalità chi la stabilisce?. Io sono completamente contro corrente. Vivo dentro una moltitudine cose, ma voglio sfruttare ogni mia debolezza per portare speranza a chi crede di avere la testa chiusa in una prigione con la convinzione che nulla può farla uscire se non imbottendola di piccole pastiglie di diversi colori per renderle più “appetibili”.(I farmaci non dovrebbero essere usati come prima linea di trattamento, poiché non ne sono chiari i benefici) Ci si concentra sulla persona che è affetta da “anomalie” solo nel suo punto più evidente. Ci si dimentica che spesso i “disturbi” provengono da un passato, da un trauma, da ciò che ci ha accompagnato nell’infanzia. Nel disturbo borderline della personalità si parla di una forte paura dell’abbandono, spesso causato da un abbandono già vissuto. Un trauma che rimane inciso nel cuore, non solo nella mente, e che stravolge la propria personalità portando una forte insicurezza. La mia domanda è : se questo deriva da un avvenimento già vissuto e da un dolore subito, si può parlare di malattia mentale? No. L’incapacità di affrontare un dolore si diversifica anche da ciò che lo circonda. Capace non ci nasce nessuno, ma lo si può diventare, trasformando esperienze negative in opportunità di apertura verso ciò che al resto del mondo incute timore. Si cura il “disturbo” e non il suo contorno. Si prescrive una cura per limitarne i danni, ma non si fa una formazione a chi deve prendersene carico, un familiare ad esempio. E ritorno sempre al punto di partenza, il mio solito noioso punto di partenza, il bisogno di amore. Cari psicologi, cari tutti, non c’è poi molto da ridere su questa affermazione. Perché allora sono una Malata mentale pure io, e sinceramente questo non mi fa paura, perché con la paura ci convivo ogni benedetto momento della vita in cui gli spettri del passato prendono forma sul presente distorcendo la mia visione e mutando il mio sorriso. Possiamo inventare pillole, tecniche, cinture di forza tecnologiche, ma se si continuerà a non aiutare, non facendo crescere l’amore, non si arriverà mai a nulla di positivo. Se poi non vogliamo parlare dell’incapacità nello stare vicino a chi soffre allora chiudiamo pure gli occhi. Io li tengo aperti, perché rientro nella categoria di chi lotta per la serenità interiore. Ci vuole coraggio, pazienza, e ci sta tutto, proprio tutto. Ma credo che se si ama, un minimo di sacrificio si può fare. Si può stare vicino, si può stare a guardare chi piange rivolto verso un muro, perché in fondo anche se le parole ed i gesti innalzano una chiusura, il cuore urla il bisogno di una apertura, il bisogno di essere presi per mano, anche con forza. Ma si preferisce scappare anziché rimanere. Ed è questo che è esattamente nella mente di chi come me vive fuori dalla norma, dando peso a ciò che si ha dentro e non a ciò che ci circonda, la visione di vedere le spalle di chi si ama e non più il volto. Ci sono vari stadi in una “malattia”, come in una corsa ad ostacoli, ma gli ostacoli, come posso vedere in ogni gara olimpionica, si possono superare, si possono guardare in faccia e ci si può saltare su, volandoci sopra. Oppure, ci si può fermare e tornare indietro. Niente è facile nella vita, e di impossibile esiste solo l’eternità del corpo in questo mondo. Di insostenibile c’è solo una cosa, la mancanza di amore, non una realtà dura. Infondo un rimanere può fare molto. Molto. ( In caso di qualsiasi disturbo come fare? Offrire sostegno emozionale, comprensione, pazienza e incoraggiamento; i cambiamenti possono essere difficili e spaventosi per chi soffre, è altresì possibile migliorare nel tempo.)

@ElyGioia

– Con le mani legate –

Con le mani legate si chiudono i pensieri, i sogni no, quelli rimangono e pungono in questa realtà che sa di prigione. Violenze che pulsano tra parole non dette e presenze non vissute. Battiti che vanno a rallentatore, proprio come la vita quando ti si ritorce contro, ed infila la sua lama lentamente fino a che il taglio diventa inguaribile.

Con le mani legate si chiude la bocca, i respiri no, quelli sono necessari e spingono in quest’aria che sa di cemento. Sberle che volano tra gesti solo astratti ed assenze presenti. Battiti che accelerano, proprio come quei passi lungo la discesa della solitudine, e vanno giù, sempre più giù, fino ad inzupparsi delle loro stesse lacrime.

@ElyGioia

– Aiutaci, Natale –

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Natale, che ti vesti di luci che si scontrano nel buio della solitudine. Natale, che irrompi con ricchi doni nel dono della povertà. Natale, che ti si sente con la tua musica anche nei silenzi più profondi del cuore che soffre. Natale, che stupisci ogni anno nella tua solita tradizione, sempre la stessa, eppure sempre magica. Natale, che nasci per le famiglie, che vuoi donare speranza a chi non l’ha. Ci vuole forza e coraggio per credere in te, natale. Crederci richiede uno sforzo esagerato nel ricercare unicamente le cose vere ed essenziali della vita, vita che oggi risulta essere vissuta nel superfluo. Natale, che riempi le case di odori anche in quelle più fredde, donando sogni a chi non può viverli. Aiutaci a credere, natale.

@ElyGioia