– Non riesco a brillare –

Sola, al centro di un teatro vuoto, guardo il sipario aprirsi, e poi, poi nuovamente il vuoto. Anche il sottofondo è vuoto. Il silenzio rimbomba sopra il palco, ed io non riesco a fare altro che restare immobile, aspettando l’inizio di una nuova opera. Io volevo la mia, per una volta nella vita volevo essere la protagonista di una storia, complicata o semplice, mi bastava esserlo, mi bastava esserci. E, mi basta ancora, esserci. Per una dannata volta nella vita volevo l’esclusiva su uno sguardo, su un bacio, su una forte carezza. Ed invece riesco solo a diventare silenziosamente noiosa, ripetitiva, assillante. I miei occhi, potessero essere poi guardati, comunicano altro. In fondo non sono altro che un piccolo pezzo di vetro, quello rimasto sul fondo di una bottiglia, quello che se pesti ti fa male ma che se lo cogli con la mano si aspetta di essere aggiustato. La mia fragilità è un enorme pozzo dentro di me. In fondo, sono una semplice e piccola pietra, di quelle che cambiano il colore in base all’umore di chi la stringe in mano, sì, proprio così. Non è che non ho personalità, è che non riesco a brillare senza amore. È più forte di me, io non riesco a brillare senza amore.

“AMAMI”

@ElyGioia

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– Non è facile –

Non userò immagini che non posso rappresentare nulla di quello che c’è. Cosa c’è? C’è una lacerazione nell’essere diversa.

Se potessi guardarmi da una serratura capiresti che, in fondo, sono quel sono perché è così che mi fai essere tu.

Non è facile opprimere tutto questo, non è possibile sentirmi libera.

E m’imbavaglio da me, per non esplodere. Taccio, per non essere un’assilante rovina.

Non ci sono fruste che lasciano segni sulla pelle, solo una frustrazione nel non vivere.

Sono un mucchio di donne in una sola, sono tutto e niente, sono esagerata e minimalista.

Sono solo posseduta dalla musica, quella che mi vuol spingere oltre.

Ma non ci sei, ed allora, questo oltre, lo inghiotto, da me.

Chissà poi, se ci saresti stato, se le note sarebbero poi cambiate.

Una (d)onna

@ElyGioia

– Mi piace pensare –

Mi piace pensare tu sia qui a farmi volare un po’, in mezzo a questo vento pesante, leggera come una farfalla. Mi piace immaginare i tuoi piedi fissi a terra ed i miei sopra le nuvole, mentre le nostre mani si avvinghiano raccontando la nostra realtà. Mi piace pensare di ballare sopra i tetti delle nostre città, l’uno sfiorando il cuore dell’altro, così incapaci di capirsi a volte, così capaci di ascoltarsi sempre. Mi piace immaginare di non essere una cosa a parte ma parte integrante di un progetto fantastico che canta di noi. Mi piace pensare un mucchio di cose ma la realtà è che mi piace immaginare noi, solo noi.

@ElyGioia

– Come una sposa –

Come una sposa si abbandona sotto la pioggia, per bagnarsi e sentirsi aderire quell’abito troppo ampio, io mi abbandono sotto questo fastidioso sole, per asciugarmi e sentirmi restringere questa carnosa pelle troppo vivace.

Strappo ogni fiore, vorrei aggiungerli ad un velo che dovrei avere ma che proprio non ho. Per ora li getto in balia delle onde, troppo forti, anche loro, impetuose, come quest’anima mia fuoriuscita dal suo troppo piccolo torace.

Sbatto ali che non ho, lo faccio con il pensiero, bagnate non farebbero comunque un gran volo. Devo essiccare qualcosa di me, devo proprio? Devo dividere me stessa, una parte alla volta mi sarà più facile migliorarla.

Come una sposa stringe il suo anello per paura di perderlo, io stringo il mio cuscino per sfogare ogni parola non detta.

“Una (d)onna”

@ElyGioia