– Maledetta Solitudine –

Esistono giorni ignoti e vuoti. Quel tipo di giornata in cui passi il tempo a chiedere a te stesso quando finirà. Sono giorni morti nei quali la stanchezza del nulla prende il sopravvento ed incanta il tuo volto dinanzi al buio. Giorni malvagi in cui ci si dispera della vita che forse è stata e continua ad essere davvero molto dura nei tuoi confronti. E nessuno può sapere quando finirà la tristezza o quando si colmerà il vuoto. L’unica cosa certa è che ora esiste solo questa maledetta solitudine.

@ElyGioia

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– non c’è titolo –

Credevo di sapere cosa fosse l’inferno, mi sbagliavo. Ciò che in passato ho visto non è stato poi così struggente come il mio presente. Mi sforzo, davvero, cerco di guardare attraverso gli occhi ghiacciati della purezza, li sento infranti. Mi spoglio e mentre cammino per raggiungere lo specchio dei pensieri inciampo. Cado. Sbatto forte la testa sul seno di una donna che mi guarda e ride di me, lei ha tutto ciò che occorre a me. Non me lo cederà mai, lo so. È una dimensione sconosciuta, fa male, malissimo. Corro per cercare di afferrare l’unica cosa rimasta, i miei vestiti stracciati stesi sul pavimento. Voglio coprirmi la faccia, non ci riesco, nemmeno loro si prestano nel farmi da maschera. La bocca sanguina di quelle poche parole malapena sentite, ieri notte, mentre urlavo contro ad un muro il mio accartocciato sentimento. Mi sento nel bel mezzo di un’ era glaciale, dove io sono l’unica a non avere più alcun riparo. Nuda, sepolta dal freddo di un posto che prima apparteneva a me, o almeno apparteneva a me nella mia testa. Nuda, colpita da un fulmine dal nome realtà. I miei capelli biondo platino sembrano essersi ricoperti da cenere, saranno i residui di quel fuoco che prima aveva la forza di abbattere ogni intemperia. Mi guardo. Scolpisco con lo sguardo i miei lineamenti, sfregiati, anche loro. Chiudo gli occhi. Inizio a sentire un gran chiasso tra me e me. Voglio spegnere la luce della stanza ma l’unica cosa che riesco a fare e posare le mie mani sopra i miei cocci. Questo immenso dolore è l’unica cosa che posso stringere ed è l’unica cosa che mi sta vicina.

“L’altra via” @ElyGioia

– Dolore –

Ho conosciuto una voce che è stata capace, in un solo secondo, di spazzare via ogni particella di ossigeno rimasta nella mia bocca. In un momento in cui le parole diventano inutili, ed ogni sensibilità viene calpestata, si può solo aspettare che il dolore passi, solamente che passi. Da solo, perché è così che ogni cosa brutta fa i bagagli per poi partire per un lungo viaggio, lontano, il più lontano possibile. Il fatto è che a volte ci si aspetta che arrivi il treno dei sentimenti, quelli che valgono davvero, quelli importanti, quelli non contaminati da niente, e se la porti via senza lasciarne traccia. Invece, i sentimenti, quelli rimangono spesso a piedi, costretti a ferirsi sopra un terreno fatto di spine, per poter continuare a sentire almeno il profumo delle sue rose. Si lacerano. Si confondono. Si devastano. Si frantumano. Eppure, zitti, continuano il loro passo con la maledetta speranza che qualcuno, quel qualcuno, si accorga di ciò che provano, per essere aiutati e non più lasciati da soli. Intanto, dalla pelle trasuda il dolore di chi, nella sua solitudine, ama.

@ElyGioia #pensieriscrittielygioia

– Rifugio (Refuge) –

In balia dei venti della vita cerco sempre di raggiungere il mio unico e valido rifugio. A volte mi sembra di non trovare più la strada ed ho nuovamente bisogno di segnali grandi ed evidenti per i miei occhi spesso ciecati dal mio senso di vuoto. Lo so, non è affatto semplice con me, io sono l’insieme di tutte le cose complesse che esistono in questo mondo. Non è facile indicarmi la via giusta quando sembra io non voglia risalire da quella fossa nella quale sono scivolata. Ma ciò che sembra, il più delle volte, è sola dannata apparenza. Ci si nasconde aspettando di vedere una mano tesa accortasi della tua mancanza e del tuo dolore, e quando non la si vede ci si sotterra ancora di più, rischiando di non riuscire più ad uscirne. Be, ciò che può sembrare un capriccio può essere una richiesta d’attenzione. Ciò che può sembrare un pianto può essere maledettamente una richiesta di amore. In fondo io mi ostino in questo, nel continuare ad amare, nonostante la paura del dolore di una vigliacca distanza data dalla vita. Quando ricerco il mio rifugio vuol dire che ho ancora un estremo bisogno di appartenere all’amore, vivendolo, sentendo le sue braccia attorno al collo.

@ElyGioia #pensieriscrittielygioia

At the mercy of the winds of life I always try to reach my only and valid refuge. Sometimes it seems to me that I no longer find the way and I need big and obvious signals again for my eyes, often blinded by my sense of emptiness. I know, it’s not at all simple with me, I’m the set of all the complex things that exist in this world. It is not easy to show me the right way when it seems I don’t want to go up from that pit where I slipped. But what seems, more often than not, is only a damned appearance. One hides waiting to see a hand stretched out, noticing your lack and your pain, and when you don’t see it, one buries even more, risking not being able to get out of it. Well, what may seem like a whim can be a request for attention. What may seem like a cry can be a damn love request. After all, I persist in this, in continuing to love, despite the fear of the pain of a cowardly distance given by life. When I seek my refuge it means that I still have an extreme need to belong to love, living it, feeling his arms around my neck.

@ElyGioia

– SE AVESSE VOLUTO TE –

È nella solitudine che si sentono ancora più forti le proprie paure, i propri pensieri, le proprie insicurezze, le proprie fragilità. Ho sentito dire che in un rapporto non si può amare per due, non concordo, si può eccome, il problema è chiedersi se sia giusto così. Se sia giusto essere soli a lottare per due, soli ad aspettare per due, soli a respirare per due, soli a parlare per due, soli ad avere bisogno per due. Alla fine non è mai sbagliato ciò che si fa con il cuore. Poi però arriva la sera e quando ci si trova abbandonati a sé stessi i pugni allo stomaco fanno piegare ogni angolo del corpo, buttandolo a terra e capovolgendolo fino a ricoprirlo di cenere. E quando si sta lì, capovolti, ti arriva di tutto alle spalle, pure quelle maledette frasi che non vorresti mai leggere perché sanno spaccarti il cuore come nessuno mai.

Si può essere soli a fare il tifo per un amore?. Non può esserci una risposta a tutto. So solo che di parole a volte ci si riempie la bocca senza capirne nemmeno il significato ed a volte invece non si dicono proprio perché se ne dà un valore inestimabile. So solo che lasciare soli chi si ama non è poi una scelta così giusta, semplicemente perché è come averla già abbandonata. E lì, a distanza anni luce, anche gli abbracci si perdono, tra una lacrima ed un urlo che non si ha mai voluto ascoltare.

@ElyGioia #pensieriscrittielygioia

– Non voglio più, aver paura (I don’t want to be afraid anymore) –

Non voglio più aver paura. L’agitazione che aveva il potere di imprigionarmi dietro le sbarre dei gesti altrui non vuole esistere più. Ed io sono dannatamente testarda, se dico di non volere più provare paura, io non la proverò più. Non che mi sia armata di chissà quale arma, ho semplicemente preso la consapevolezza di quanto potrebbero realmente influenzare la mia vita, le altre di vite. Ho maledettamente preso la consapevolezza che sono e sarò per sempre la sola ad aiutarmi, quindi, tanto vale riuscire ad amarmi e soprattutto iniziare a rispettarmi, da me. Ho mangiato il veleno da un ventre oramai estraneo ed ho bevuto lo stesso veleno da chi doveva solo difendermi. Eppure, sono qui. Ho camminato scalza sopra quei chiodi che la vita troppo spesso regala senza nemmeno darne un preavviso. Nella mia infanzia c’è solo stato un gran digiuno d’amore. Eppure, so amare. Sono quella classica eccezione che smentisce il detto “sei ciò che ti hanno insegnato di essere”. Io ho insegnato a me stessa che io posso pure non esistere per il mondo intero, ma respiro, dunque, qualcosa o qualcuno lo sarò pure io, no?. Ma possono mai farmi paura delle parole ingorde gettate al vento contro di me, dopo tante lacerazioni?. Non funziona più, il mio timore ha preso la forma di un lupo, uno di quelli belli grandi che non emette ululato ma che non muore mai, nemmeno se gli spari addosso. E questo è solo grazie a me, grazie a tutte quelle volte che dopo uno schiaffo in faccia ricevuto mi sono data una carezza, e tutte quelle volte che dopo una pugnalata mi sono tolta il coltello dal petto e l’ho gettato in fondo all’oceano dei pensieri. Tutto, sempre e solo, non desiderando mai vendetta e non ricambiando mai il male. La mia vittoria sta proprio in questo. Io, la sera, non conosco alcun tormento poiché i miei sbagli non hanno portato dolore a nessuno, se non a me stessa. Gli altri, non lo so. Ora, in mezzo ad un mondo che si dà ipocritamente la mano, io la metto solo sopra il mio cuore, perché, se non ci penso io a me, non lo fa nessun altro. Quindi, ho deciso di non avere più paura, lascio all’altra fetta di mondo che non sa cosa vogliano dire pace ed amore, fare ciò che ha sempre fatto. Io rimango qui, con me, ferma, come una parete di ghiaccio che non si squaglia nemmeno sotto un sole cocente.

@ElyGioia #pensieriscrittielygioia

I don’t want to be afraid anymore. The agitation that had the power to imprison me behind the gestures of others does not want to exist anymore. And I’m damn stubborn, if I say I don’t want to feel fear anymore, I won’t try it anymore. Not that I was armed with some kind of weapon, I simply took the awareness of how much they could really influence my life, the others of lives. I damned took the knowledge that I am and will always be the only one to help me, so I might as well be able to love myself and above all start to respect myself, from me. I ate the poison from a stranger’s belly and drank the same poison from those who only had to defend me. Still, I’m here. I walked barefoot over those nails that life gives too often without even giving a warning. In my childhood there has only been a great fast of love. And yet, I know how to love. I am that classic exception that belies the saying “you are what you have been taught to be”. I taught myself that I can also not exist for the whole world, but I breathe, therefore, I will be something or someone too, won’t I? . But can they ever frighten me of the greedy words thrown against the wind after so many lacerations? . It no longer works, my fear has taken the form of a wolf, one of those beautiful big ones that does not emit howling but never dies, even if you shoot them. And this is only thanks to me, thanks to all those times that after a slap in the face received I gave myself a caress, and all those times that after a stab I took the knife from my chest and threw it at the bottom of the ocean of thoughts. Everything, always and only, never wishing revenge and never returning evil. This is my victory. I, in the evening, do not know any torment because my mistakes have not brought pain to anyone, if not to myself. The others, I don’t know. Now, in the midst of a world that hypocritically gives its hand, I only put it over my heart, because, if I don’t think of it myself, nobody else does it. So, I decided not to be afraid anymore, I leave to the other slice of the world that doesn’t know what they want to say peace and love, to do what it has always done. I stay here, with me, still, like a wall of ice that doesn’t melt even under a scorching sun.

@ElyGioia

– Ci sono anche io ( I’m here too) –

Ci sono correnti che ti spostano malapena i capelli, altre che ti regalano viaggi su onde talmente agitate che finisci a ritrovartici completamente sommersa. Ci sono situazioni laddove ogni parola non detta diventa pesante come un macigno, creando infinite storie fondate poi sul nulla. Ci sono abitudini che diventano scontate, perdendo così il loro valore e la loro importanza. Ci sono lacrime amare che non vengono considerate ma maltrattate e calpestate, non capite ma denigrate. Ci sono momenti rovinati come altri contemplati, immancabilmente con un loro termine. Ci sono tante cose, ci sono io, c’è tutto ciò che fa parte di una donna imperfetta ma innamorata perdutamente. Ci sono molte cose, ci sono io, c’è tutta l’esperienza di una donna sconfitta dalla vita ma innamorata ciecamente. Ci sono disperatamente anche io, nella totale trasparenza di chi nemmeno si nota, ma in tutto il rumore di chi nemmeno riesce a parlare.

@ElyGioia #pensieriscrittielygioia

There are currents that barely move your hair, others that give you journeys on waves so that you end up finding yourself completely submerged. There are situations where every word becomes as heavy as a boulder, creating endless stories based on nothingness. There are habits that become obvious, thus losing their value and importance. There are bitter tears that are not considered but abused and trampled, not understood but denigrated. There are ruined moments like others contemplated, invariably with their term. There are so many things, there is me, there is everything that is an imperfect woman but madly in love. There are many things, there is me, there is the whole experience of a woman defeated by life but blindly in love. I am too desperate, in the total transparency of those who do not even notice, but in the noise of those who cannot even speak.

@ElyGioia