– DUE MANI CHE S’APPARTENGONO –

Due mani che si appartengono sanno stringersi in ogni momento, anche in quello meno attento alle cose più importanti. Esse sono strette da un laccio che in base al loro vissuto si modella formando per loro un soffice riparo dalle circostanze della vita. Mentre una dorme l’altra la culla, e viceversa. Mentre una sembra scivolare via, l’altra l’afferra e le fa da punto fermo. Tra di loro c’è come una promessa scritta che abita nell’aria contenuta da un palmo all’altro. Ogni qualvolta si afferrano quasi violentemente essa s’imprime fino al cuore, e mai si fa dimenticare. Due mani che si appartengono non hanno altra ragione per sorridere, hanno già tutto così.

@ElyGioia #pensieriscrittielygioia

– PREFAZIONE “ALLA MIA ETÀ” –

Mi sono fatta sola. Tutto ciò che ho come tutto ciò che non ho è esclusivamente per merito e demerito mio. Quando le porte della mia cameretta hanno iniziato a schiacciarmi il cuore, nessuno se ne prese cura, ero solo una ragazzina, una stupida ragazzina intimorita dalla vita con la convinzione che sarei stata una donna inconcludente e che non sarei riuscita mai a costruire nulla. Così mi volevano far credere. Non sono figlia di nessuno se non di Dio, il che non è affatto poco. Portavo i miei undici anni nella solitudine più totale, per quello vagavo sempre alla ricerca di quel qualcosa di diverso da ciò che già “avevo” in quella casa. Non ero una di quelle ragazzine che chiedeva mai aiuto direttamente, preferivo chiudermi in me stessa con la speranza che qualcuno prima o poi si sarebbe accorto del mio profondo dolore e disagio. Hanno visto loro, eccome se non lo hanno visto, solo che hanno preferito chiudere gli occhi e così i miei, di occhi, con il tempo sono diventati ciechi dalle innumerevoli delusioni. Nel libro della mia “inutile” vita vi sarà tutto quanto, si arriva a quel punto, prima o poi, in cui si ha bisogno di confessare tutto, ma proprio tutto, per poter poi voltare pagina e rinascere. La prendo come una seconda possibilità di vivere e non più di sopravvivere. Quando si cresce con il sentire la terra tremare sotto i piedi costantemente si ha bisogno assolutamente di un piccolo pezzo di cielo sul quale posarsi, io l’ho trovato nell’amore. Sì, perché se si ha la convinzione che una persona che non ha mai ricevuto amore non potrà mai essere in grado di provarlo o di donarlo ci si sbaglia, di grosso. Alla mia età oltre che ad essere una donna sono anche una madre. Madre piena di difetti, forse ma se c’è una cosa che porterò sino alla tomba è che non avrò mai né la forza, né il coraggio e né la volontà di lasciare mia figlia sola ed indifesa. Ho la certezza che se pur mi trovassi senza niente non smetterei un solo attimo di proteggerla tra le mie braccia. Con che coraggio si può vivere con l’indifferenza verso il dolore o verso le difficoltà della vita di un figlio?. Non giudico, parlo da figlia come parlo da madre e da padre, si, perché la vita m ha dato di dover ricoprire entrambi i ruoli, e ne vado orgogliosa. Pienamente orgogliosa di quanto io amo mia figlia. Sono sempre stata dell’idea che una persona fino a che non ci si trova, in una determinata situazione, non la può capire fino in fondo. Proprio così. Sta di fatto che, se per chi ha messo il seme e per chi lo ha partorito tutto ciò è normale, per me no. Io mi chiederò sempre come si possa abbandonare, come ci si possa dimenticare del sangue del proprio sangue. Mi chiedo come si possa diventare così ipocriti e falsi davanti alla gente e poi dormire sul proprio caldo cuscino avvolti dal calore della propria famiglia. A me la famiglia l’hanno distrutta da bambina. Nei miei tanti errori ne sono uscita però sempre da sola, non lo so se quelle famiglie nate dopo di me, nelle mie condizioni di un tempo, ne sarebbero uscite meglio. Non ho avuto dei grandi esempi di semplicità ed umiltà ma ricordo con affetto le braccia di una nonna che tanto aiutava la figlia e che purtroppo non ho avuto il coraggio di assistere quando si ammalò, anche perché di quella famiglia erano anni che non avevo più notizie e nella mia mente galleggiavano solo brutti ricordi, fatti di dispetti e ferite che mai si emargineranno del tutto. Vorrà dire che per mia figlia farò anche da nonna, come da nonno. Alla mia età si può fare anche questo. Conosco il finto buonismo come il nascosto egoismo. Li ho pienamente vissuti a colpi sulla mia schiena, ma ringrazio ogni colpo perché mi ha fatto capire come non essere mai con gli altri. Io sono uno di quei casi umani, rari, che può davvero dire <<sono ciò che sono per me stessa e non a virtù di altri, come non sono ciò che sarei potuta essere per lo stesso motivo>>. Sarei dovuta essere più determinata, più egoista, più stabile, più forte, ma avevo le gambe spezzate eva bene così, ormai è tardi, ormai è passato. Ma, è giusto che il presente sappia, e che la vita ascolti anche la mia verità, perché me lo merito. Ho taciuto a me stessa troppe volte, troppi anni, sino a sentire il sapore del fango in bocca, ore c’è n’è troppo, e deve essere gettato negli abissi del passato. Avrei dovuto forse pretendere attenzione ed amore? Non sono cose che si possono pretendere, sono cose che si dovrebbero donare naturalmente verso colui o colei che si ha deciso di mettere al mondo. Altrimenti, qual è il motivo per il quale lo si è fatto?.

“prefazione” *Alla mia età* di Elisabeth Gioia Carbone @copyright Ottobre 2019

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– PENETRA I MIEI OCCHI CHIUSI (PENETRATE MY EYES CLOSED) –

Cuci le labbra mie con l’acqua che mi sta scivolando addosso, piena di pesi discordi e balordi.

Penetra i miei occhi chiusi con l’invadenza del tuo sguardo, quando mi guardi s’infuocano I dardi.

Rovina il mio collo ed incidi ogni milletro mio, e fallo tuo, cosicché ne sentirò meno la mancanza.

Arpeggia sulla mia vita con il tuo respiro, componi musica su di me e posa la tua chitarra sulla mia schiena.

Infuria sui miei lobi ancora più forte di ieri, affinché potrò sentirti durante la tua mancanza.

Governa ogni parte di me, molesta i miei lamenti ed interrompili con la foga delle tue mani.

Poiché non saprò come fare durante certi giorni aspri passati separati da un tempo che ci va contro.

@ElyGioia #pensieriscrittielygioia

Stitch my lips with the water that is slipping over me, full of disagreement and weights.

Penetrate my eyes closed with the intrusiveness of your eyes, when you look at me the darts are on fire.

It ruins my neck and you engrave every my millimeter, and make it yours, so that I will feel the lack of it.

Arpeggia on my life with your breath, compose music on me and place your guitar on my back.

Raging on my lobes even stronger than yesterday, so that I will be able to hear you during your absence.

He rules every part of me, harasses my complaints and interrupts them with the heat of your hands.

Since I will not know how to do during certain harsh days gone past separated by a time that goes against us.

@ElyGioia

– PICCOLO GRANDE PENSIERO ( LITTLE BIG THOUGHT) –

Hey piccolo grande pensiero, sono qui a riempirmi testa, cuore e bocca di te. Squarciata dall’impossibilità, divorata dall’impotenza, schiacciata dalla realtà. Hey dolce amaro pensiero, sono qui a soffocarmi di te. A cuore nudo, includo e chiudo in me ogni carnale reazione. Hey terreno e sovrumano pensiero, sono costretta a rimanere qui, tra la scorrettezza delle mie volontà e l’arroganza delle nostre verità. Hey, benedetto e dannato mio pensiero, guardami, sono ad un passo dal tuo cuore e ad un salto dal tuo letto, nella mia fantasia. Hey, caldo e ghiacciato pensiero, sgocciolo te su me per poter sentirmi presente ovunque tu vada, con chiunque tu sia. Hey, guardami e dimmi che un giorno potrò sfiorarti, pensiero.

@ElyGioia #pensieriscrittielygioia

Hey little big thought, I’m here to fill you head, heart and mouth of you. Torn by the impossibility, devoured by impotence, crushed by reality. Hey sweet bitter thought, I’m here to choke on you. With a naked heart, I include and close in me every carnal reaction. Hey earth and superhuman thought, I am forced to stay here, between the incorrectness of my will and the arrogance of our truths. Hey, blessed and damn my thought, look at me, I’m a step away from your heart and a jump from your bed, in my fantasy. Hey, hot and icy thought, you drip yourself over me so I can feel present wherever you go, with whoever you are. Hey, look at me and tell me that one day I can touch you, thought.

@ElyGioia

– CREAUTURA (CREATURE) –

Immensa creatura che vivi lontano dai miei occhi ma che cresci nel mio cuore, raggiungimi nell’intimità della notte. Tutto tace, si sentono solo le mie parole interrotte da un lieve singhiozzo al ventre. È solo che la mia anima gioca a solitario e perde sempre, sola, si perde sempre. È ribelle agli spazi vuoti, ai silenzi, alla lontananza, alla solitudine. La mia mente invece è ingorda, non smette mai di deglutire tutti quegli attimi in cui si può lasciare andare. Lo vedi, meravigliosa creatura, che sono qui con le gote piene del tuo nome e gli occhi rimasti sul tuo addome. Raggiungi la mia carne, ci sono ferite da richiudere e morsi da nascondere. Lo senti, travolgente creatura, che il mio letto ha bisogno di ascoltare quei sorrisi che tanto ti piacciono. Lo capisci, irraggiungibile creatura, che bramo incessantemente te e che anelo gelosamente davanti alla nostra sorgente, nascosta da tutto al centro del mondo.

@ElyGioia #pensieriscrittielygioia

Immense creature that you live far from my eyes but grow in my heart, reach me in the intimacy of the night. Everything is silent, only my words are interrupted by a slight sob in my belly. It’s just that my soul plays solitary and always loses, alone, it always loses. He is rebellious against empty spaces, silences, distance, solitude. My mind, on the other hand, is greedy, never ceases to swallow all those moments in which you can let go. You see it, a marvelous creature, that I am here with my cheeks full of your name and the eyes remaining on your abdomen. Reach my flesh, there are wounds to close and bites to hide. You feel it, overwhelming creature, that my bed needs to hear those smiles that you like so much. You understand it, an unattainable creature, who ceaselessly yearns for you and who yearns jealously before our source, hidden from everything in the center of the world.

@ElyGioia

– DI ME E DI TE (ABAUT ME AND YOU) –

Ho raccolto tutto il sale del mare per proteggerci dal ghiaccio che puntualmente cade dai miei occhi quando poso i miei fogli e torno nella realtà. Sì, perché, quando scrivo faccio vivere noi, faccio fare a noi viaggi interminabili, siamo tutto ed andiamo ovunque, qui. Poi l’inchiostro vuol riposare e con lui mi assopisco pure io. D’altronde siamo nati per gustare l’aria del cielo e non il rumore della terra. E quando scrivo continuiamo a farlo, nonostante occupiamo due cieli diversi. Come due nuvole che allungano le loro braccia per non perdersi mai, per non lasciare spazio mai agli sbalzi del tempo. E così, mentre noi viviamo io rivivo ogni volta una me più grande e più piccola allo stesso modo. Per questo non vorrei smettere mai di scrivere, per far sì che l’interruttore della nostra stanza segreta non si spenga mai fino al nostro ritorno. E così, tra una vocale ed un emozione, divento logorroica di me e di te.

@ElyGioia #pensieriscrittielygioia

I gathered all the salt from the sea to protect us from the ice that regularly falls from my eyes when I lay my sheets and go back to reality. Yes, because when I write I make us live, I make us travel endlessly, we are everything and we go everywhere, here. Then the ink wants to rest and I too doze off with him. On the other hand we are born to taste the air of the sky and not the noise of the earth. And when I write, we continue to do so, despite occupying two different skies. Like two clouds that stretch their arms to never get lost, to never leave space to the sudden changes of time. And so, while we live, I relive each time a bigger and smaller me in the same way. This is why I would never stop writing, so that the switch in our secret room never goes off until we return. And so, between a vowel and an emotion, I become talkative about me and you.

@ElyGioia

-SI FA SERA (EVENING COMES) –

Scombussolami l’anima, porta a questi vuoti un po’ di te. Mentre si fa sera e tutto il mondo si stanca vieni da me, e diamo un po’ di luce a questo cielo senza più stelle. Proviamo un po’ a guardare la vita insieme, sono convinta che così sembrerà meno dura. Affacciati nei miei occhi e nutriti del loro sentimento, vorrei solo riuscire a saziarti. Bruciamo ogni lago di ghiaccio in questo inverno. Giochiamo, non stanchiamoci mai di giocare, all’unisono abbracciati. Parlami, induci il mio cuore a sognare, stringilo con il tuo timbro e poi marchialo con il tuo graffio. Si fa sera ed io ho bisogno di una calda coperta, amore.

@ElyGioia #pensieriscrittielygioia

You upset my soul, bring some of you to these voids. While it is evening and the whole world gets tired you come to me, and we give a little light to this sky without stars anymore. Let’s try a little to look at life together, I am convinced that this will seem less harsh. Looking out into my eyes and nurtured by their feelings, I would just like to be able to satisfy you. We burn every ice lake this winter. Let’s play, let’s never tire of playing, in unison embraced. Talk to me, get my heart to dream, tighten it with your stamp and then brand it with your scratch. It is evening and I need a warm blanket, my love.

@ElyGioia

– Si crea ciò che il cuore pensa – @ElyGioia