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POETRY

As a spider does with its web – COME UN RAGNO FA CON LA SUA TELA –

Illustrazione di #catrinwelzstein

Amami. Tienimi con te, tessimi come un ragno fa con la sua tela, come una mosca, intrappolami, rendendomi libera in te. Amami. Acrobaticamente capiscimi. Pazientemente stupiscimi. Dimostrami, che anche io, sono degna a ricevere amore.

Love me. Keep me with you, weave me like a spider does with its web, like a fly, trap me, setting me free in you. Love me. Acrobatically understand me. Patiently amaze me. Show me that I too am worthy to receive love.

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POETRY

– LA MIA STAGIONE ( MY SEASON ) –

Fotografia Artistica di Mono Giraud

Sei la stagione sulla quale il mio capo si china e riesce a trovar riposo. Incastrata tra l’otre della distanza e quello della speranza, vivo. Queste diagonali emozioni s’infrangono col giudizio dei miei occhi, si dipingono di neutro. Ed il tuo amore sgorga, tra le mie vesti, assorbe purezza. S’infatuano persino i respiri, lievemente audaci, parlano. Pullulano graziosi ed ingenui sorrisi, misti a stupore. Sì, lo stupore nello stare bene, per davvero, per la prima volta nella vita.

You are the season in which my head bends down and manages to find rest. Wedged between the bottle of distance and that of hope, I live. These diagonal emotions break with the judgment of my eyes, they paint themselves neutral. And your love gushes out, between my clothes, absorbs purity. Even the breaths, slightly bold, speak. Graceful and naive smiles teem with amazement. Yes, the amazement of feeling good, for real, for the first time in life.

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AUTORI

– ORFEO, EURIDICE, HERMES –

– ORFEO, EURISICE, HERMES – ( Bassorilievo in gesso ) L’opera originale si presuppone fosse di ALCAMENE

Oggi desidero condividere con voi una storia che m’affascina da sempre, partendo dalla descrizione di quest’opera meravigliosa che rappresenta per l’appunto i protagonisti della stessa. – HERMES ( in veste di Psicagogo ) ORFEO ( affranto dal dolore ) ed EURIDICE ( la Ninfa dei boschi, eternamente innamorata )

La Grecia ed i suoi miti, la storia ed il suo fascino. Quest’opera rappresenta la vera celebrazione del tema della morte, Si presuppone che l’autore dell’originale fosse ALKAMENES, allievo del grande professore di archeologia Jean Charbonneaux. “Un dolore pudico, dove a parlare sono gli sguardi, i movimenti delle loro vesti, la posizione dei loro piedi, le carezze delle loro mani e non le labbra”. Un Orfeo che infrange il patto [ Noli Respicere ] “non guardare”, un Euridice innamorata che cerca di consolare il suo amato accarezzandogli la spalla, trattenuta però da Hermes, lo psicagogo che, anch’esso dispiaciuto ( lo si evince dallo sguardo ), le dice che non può più andare avanti.

L’ineluttabilità della morte.

Ma, di cosa sto parlando esattamente? Della storia di due amati ORFEO di Tarcia, figlio di Eagro ( Apollo ) e della musa Calliope, ed Euridice, Ninfa dei boschi. Orfeo era un cantore, un poeta, un musicista, permettetemi di dirlo, era un gran romanticone, il classico “principe azzurro”. Si dice che andava camminando, suonando e cantando, le sue opere d’amore, e che persino le radici degli alberi ne seguivano i movimenti per ascoltarlo. Orfeo, innamorato perdutamente di Euridice e contraccambiato. Ahimé, non era il solo ad esserlo, sempre se si vuol definire amore, quello del fratello Aristeo; Infatti, lo stesso, approfittò di un momento intimo della bella Euridice, la quale stava facendo un bagno così come madre natura la creò, per tentare di farla sua. In poche parole, le saltò addosso, ma nell’inseguimento che seguì, Euridice, riuscì più volte a sfuggirgli, finché accidentalmente calpestò un serpente velenoso che la uccise con il proprio morso.
Euridice entrò così nell’oltretomba ed Orfeo con tutta la sua tenacia decise di andarsela a riprendere. ( come si suol dire? Volere è potere ) Ebbene sì, Orfeo intraprese questa missione, ovvero, la ricerca della via che portasse nel regno delle anime morte, e <<rullo di tamburi>>, la trova! Una piccola apertura di una montagna, proprio nei pressi di Napoli, esattamente a Cuma. Arrivò al Fiume Stige, il quale separava il mondo dei vivi da quello dei morti, dove incontra Caronte [ Caronte era colui che faceva passare al di là del fiume coloro che erano destinati ad andarsene, a patto che gli stessi si presentassero con una moneta da dargli in cambio. ] che lo fece passare. Orfeo non era in possesso di alcuna moneta. Persino il grande mostro, la bestia a tre teste ( Favoloso cane della mitologia greca, custode dell’entrata dell’Ade ) di nome Cerbero, s’accucciò dinanzi al melodioso avanzare di Orfeo. Fino a che, finalmente, giunse ai piedi del trono di Ade, dio degli Inferi, e Persefone, la sua consorte. Orfeo non perse tempo e spiegò subito il motivo per il quale egli si trovava lì, iniziò a chiedere di riavere con sé la sua Euridice. Ade e Persefone si mostrarono faveroveli ma vollero stabilire con lui un patto. Avrebbero ridato Euridice ad Orfeo ma, durante la risalita verso la luce, non avrebbe dovuto assolutamente voltarsi per guardarla in volto fino a che entrambi non sarebbero arrivati nuovamente e completamente alla vita, ovvero, alla luce del sole ( non si potevano guardare le anime dei morti ). Ed è qui che entra in gioco anche Hermes, con il compito si sorvegliare il comportamento di Orfeo lungo tutto il cammino. Dunque, Orfeo riprende la risalita verso la luce seguito da Euridice ed Hermes. Diverse le tentazioni che superò grazie alla forza dell’amore, nel non girarsi. [ Sono divenuta così brutta o non mi vuoi più bene che non mi guardi nemmeno? – le voci che sentiva – Ho tanta voglia di abbracciarti ti prego abbracciami ] Respinse con tenacia ogni parola, fino a che arrivò a toccare nuovamente, con la pelle, la luce del sole, convinto di non essere il solo, si voltò verso la sua amata. Peccato che però, a causa della ferita alla caviglia, data dal morso di quel maledetto serpente, Euridice rallentò il passo e non si trovò in quell’istante esattamente alla luce del sole, vi si trovava ancora a pochi passi da essa.

[ Pensavo a quel gelo, quel vuoto che avevo traversato e che lei si
portava nelle ossa, nel midollo, nel sangue. Valeva la pena di rivivere
ancora? Ci pensai, e intravidi il barlume del giorno. Allora dissi “Sia
finita” e mi voltai. Euridice scomparve come si spegne una candela. ] “Cesare Pavese, L’inconsolabile, tratto dai dialoghi di Leucò.

“QUIS ET ME INQUIT MISERAM ET TE PERDIDIT ORPHEU, QUIS TANTUS FUROR?” Chi rovinò me misera e te, oh Orpheu, quale pazzia così grande?

Ed ecco che l’opera sopra raffigurata prende “vita” mostrando i più intimi sentimenti dei protagonisti. Orfeo che si volta e scopre di aver perso per sempre la sua amata, Euridice che aveva voler dire a lui << Oh amore mio, hai fatto tutto ciò che potevi fare, grazie>> ed il volto dispiaciuto di Hermes costretto a trattenere la sua mano con fermezza. Quest’opera si può ammirare presso il museo archeologico di Napoli. Due le riproduzioni, Antonio Canova e Auguste Rodin gli autori. Si pensa che l’originale appartenesse alle collezioni di Giovanni Battista Carata, duca di Noja, nel 1700 e successivamente ritrovata a Torre del greco nel 1960 in contrada Sora presso una villa marittima.

Spero di avervi portato con me, almeno per un pochino, in questo storico viaggio, non avendovi perso nel regno di Ade 🙋🏼‍♀️.

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POETRY

– Eternità ( Eternity ) –

[ Dipinto di Edward Charles Hallé, “Paolo e Francesca” 1840 ]

Non si creda all’amor che fugge, bensì al cuor che si posa, fermo, per completare il puzzle della propria vita. Poiché prezioso è il tempo e ben lontana è la quiete nella valle della solitudine. Buoni, sono conforto, pazienza e complicità, ma Il sacrificio, questo, non è riconosciuto dall’amore sincero, esso è chiamato in altro modo, ovvero, piacere di lottare. Quando s’ama s’intuiscono i futuri gesti da compiere per raggiungere la tanto ricercata felicità.  Poiché nulla l’ha vinta sulla volontà di chi ama, l’amore vero possiede l’eternità.

Do not believe in the love that flees, but in the heart that rests, still, to complete the puzzle of one’s life. Since time is precious and far away is the quiet in the valley of solitude. Good, they are comfort, patience and complicity, but sacrifice, this, is not recognized by sincere love, it is called in another way, that is, the pleasure of fighting. When one loves, one senses the future gestures to be made to achieve the much sought-after happiness. Since nothing has won over the will of those who love, true love possesses eternity.

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POETRY

– S’incontrano ( THEY MEET ) –

Photo dal Web

S’incontrano parole e vento, sbattendo sulle foglie della vita. S’amano i cuori puri, si cercano le anime sincere. Ma, vi è paura nell’amore, tanto quanto nell’abbandono. Come libri volanti, sparsi, tra strati e cirri, vaga il pensiero della perdita. Ma, come un libro si scrive, la vita si vive, e così, rischiando, si formano vortici di corpi dinanzi al sole. Ci si può scottare, come si può essere felici.

Words and wind meet, slamming on the leaves of life. Pure hearts are loved, sincere souls are sought. But, there is fear in love, as much as in abandonment. Like flying books, scattered among layers and cirrus clouds, the thought of loss wanders. But, as a book is written, life is lived, and so, risking, vortices of bodies are formed before the sun. You can get burned, you can be happy.

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FOTOGRAFANDO

– COME GIRASOLI ( LIKE SUNFLOWERS ) –

ElyGioia Photo

Come girasoli, spenti e sgomenti senza il proprio sole, sono gli occhi di chi ama e non tocca. S’infrange al cuore, un panorama infinito di attese e ricordi. Il cielo si richiude per incastrarne i sogni, affinché non scappino, durante questa linea del tempo crudele che separa il passato dal presente.

ElyGioia.

Like sunflowers, dull and dismayed without their sun, are the eyes of those who love and do not touch. An infinite panorama of expectations and memories is broken in the heart. The sky closes to frame its dreams, so that they do not run away, during this cruel time line that separates the past from the present.

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POETRY

– VOLI ( Flights ) –

Fotografia surreale di Platon Yurich

Fammi cadere nella tua verdeggiante e ricca terra, voglio provare i brividi delle spine sottili al cuore, quelle che nascono, pungono e poi segnano la pelle, rimanendo lì, nell’epidermide. Sigillami addosso i tuoi mari, le tue campagne, le tue città. Addomesticami il respiro, ad ogni nuovo orizzonte. Che se io appartengo a te, il cielo sarà l’unico nostro infinito contorno. Ed io sarò l’unica farfalla a vivere in eterno. Incipriami lo sguardo con il calore, scuro, dei tuoi occhi. Che se tu sei veramente solo mio, l’anima sarà l’unica nostra riboccante casa. E tu sarai l’unico albatros che non migrerà sempre altrove, ma che si stabilirà nell’azzurro dei miei occhi.

Let me fall into your green and rich land, I want to experience the chills of the thorns thin to the heart, those that are born, sting and then mark the skin, remaining there, in the epidermis. Seal your seas, your countryside, your cities on me. Tame my breath, with each new horizon. That if I belong to you, the sky will be our only infinite outline. And I will be the only butterfly to live forever. Powder my gaze with the dark warmth of your eyes. That if you are truly mine alone, the soul will be our only haunting house. And you will be the only albatross who will not always migrate elsewhere, but who will settle in the blue of my eyes.

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POETRY

– FALLO, AMAMI ( DO IT, LOVE ME ) –

Fotografia surreale di Eugenia Loli

Rovistami l’anima, sfacciatamente. Un intero quartiere di desideri è lì che aspetta il tuo volto. Assoluti e diretti momenti, quelli consumati tra le fiamme, non si placano bensì crescono. Ora, adesso, nel ricordo di chi sei, fallo, amami. Poiché, se esisti, sei chiamato a spremere ogni mia parola per farla bevanda nuova. Assaggia ogni mia vocale, come fosse frutta, e saziaci di vitaminici sorrisi. Ascolta, un’intera orchestra si sta preparando a fare da sottofondo al nostro drink, ogni strumento è vapore sulle labbra. Ora, adesso, nel presente che scombussoli, fallo, amami.

Rummage through my soul, brazenly. A whole neighborhood of desires is there waiting for your face. Absolute and direct moments, those consumed in the flames, do not subside but grow. Now, now, in memory of who you are, do it, love me. Because, if you exist, you are called to squeeze every word of mine to make it a new drink. Taste each of my vowels, as if it were fruit, and sated with vitamin smiles. Listen, an entire orchestra is getting ready to be the background of our drink, every instrument is steam on the lips. Now, now, in the present that you mess up, do it, love me.

ElyGioia #pensieriscrittielygioia

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