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– INCUBO D’ARTE #descrizionedarteelygioia #1 –

INCUBO” di Johann Füssli – 1780/81 – Olio su tela – Detroit Institute Of Arts U.S.A.

Corre l’illuminismo, siamo negli anni del ‘700, e si cerca di combattere, attraverso questa corrente storica, ogni tipo di superstizione e di “storie fantastiche”. Corre il voler far affidamento sulle capacità critiche e razionali dell’uomo rinnovando sensibilità intellettuale e morale dell’epoca.

Ed ecco che Füssli sceglie di dare una forma all’arte, ancora sconosciuta. Con quest’opera che vi descrivo, egli, vuole approfondire l’investigare su aspetti “d’altro mondo” – l’incubo – non contenendo, per la prima volta in questo periodo, elementi religiosi in un mondo onirico.

L’opera fonde insieme elementi neoclassici, che ritroviamo ad esempio nella fisionomia della fanciulla stesa, ed elementi romantici, con la sua luce chiaro/scura.

Ma conosciamo la delusione d’amore privata dell’autore che precede quest’opera. Delusione che ha per certo un collegamento con la stessa, vi porterò successivamente alcune prove di ciò.

“Anna Landholt”, il nome della fanciulla per la quale l’artista perse testa e cuore ed alla quale chiese di sposarlo. Proposta che rifiutò, a causa del padre, Johann Kaspar Lavater, suo amico, contrariato. Anna infatti venne data in sposa ad un nipote dello stesso, e così, Füssli, perde definitivamente la speranza di vivere quell’amore tanto desiderato.

Questa breve curiosità mi permette di darvi quella che è una delle più conosciute chiavi d’interpretazione.

Analizziamo il carattere dell’opera ed i suoi personaggi

La fanciulla.

Molto probabilmente Anna, come scritto precedentemente, la prova di questo sta nel fatto che proprio dietro la tela originale di questo dipinto vi è solamente un ritratto incompiuto di una donna. Vi sembra una coincidenza?.

Una figura femminile vestita di bianco, colore che a mio avviso rappresenta l’ideale di un’estrema purezza, non a caso il colore del tipico abito che accompagna una donna nel suo giorno più importante, il matrimonio. La luce che Füssli da alla veste non è affatto da sottovalutare. Da questa infatti parte quasi una vittoria iniziale che prorompe in mezzo a tanta oscurità e lati nascosti. Un pò quello che ognuno porta dentro di sé, un’anima ricca di sogni e desideri che spesso vengono oppressi dalla vita stessa.

Ed il suo volto? Labbra doloranti, gote che incarnano paure ed occhi chiusi dal rumore del terrore. Una rappresentazione di una donna dormiente ma “vivente” in tutta la sua struttura.

La sua insolita posizione ha destato interesse a diversi critici ed artisti. In effetti, perché non dipingere semplicemente una fanciulla stesa normalmente su un letto con la nuca posata su un guanciale?. Semplice, è proprio questa sua posizione che ci fa entrare nel significato dell’opera, l’incubo. Le braccia che sembran voler essere risucchiate dalla terra, penzolanti, lamentano un’arresa al male. Insomma, stesi ordinatamente ci si sta durante i sogni tranquilli, negli incubi ci si scatena il corpo, donando allo stesso movimento e potente scombussolatezza.

Questo dipinto è una somma di tante immagini differenti che hanno a che fare con la definizione di incubo》

Il Demone.

Simile ad un gargoyle, essere rappresentato nelle cattedrali gotiche per dar defluire l’acqua dai tetti ma anche come oggetto di difesa dagli spiriti malvagi. 📍 I Gargoyle non sono solo raffigurazioni grottesche, il loro compito consiste nel mandare un messaggio, un avvertimento. Questo messaggio è espresso in un linguaggio fantasioso e diretto: la cattedrale può essere assediata e minacciata da quelle stesse persone che dovrebbero proteggerla e custodirla. Gli spiriti maligni quindi s’impadroniscono simbolicamente dell’esterno della cattedrale, poiché al suo interno non possono entrare e risiedono là, come in attesa.

Non vi sembra che questa nota descrivi esattamente lo stato d’animo, la persona e la realtà subita di Füssli?

Un corpo estraneo, ossessionato dal pensiero di questo amore perduto, posato al petto della propria amata, con la consapevolezza di non potervi entrare ed il desiderio di darle il peso della sua protezione (Un amore follemente incondizionato).

In tutte le recensioni e le descrizioni di questa meravigliosa opera, il “mostro”sopra il petto della fanciulla viene considerato come il male, come il portatore stesso di quell’incubo. Non so il perché ma, approfondendone la rappresentazione e paragonandola a questa immagine gotica cogliendone l’origine ed il significato, mi è salita in cuore tutt’altra visione, non me ne vogliano gli altri.

Un demone non demone, che incute timore e protegge allo stesso tempo, che non la ferisce in virtù dell’amore provato ma che la immobilizza a cagione del suo non coraggio nel lasciarla andar via da sé.

Il cavallo.

Nella sua rappresentazione probabilmente, Füssli, è andato a ritroso cercando modelli ideali nella scultura antica. Si pensa sia stato aggiunto solo dopo, infatti esistono alcuni disegni preparatori del quadro che non comprendono il curioso animale nella composizione. “Nightmare” dall’Inglese Night=Notte Mare=Cavallo. Questa figura quindi completa il nome dell’opera. 📍Ha a che fare con la tradizione germanica. Secondo alcune storie popolari del popolo della Germania, si scoprono leggende di demoni e streghe che si diceva si avvicinasse al possedere coloro che dormivano soli. La leggenda principale racconta che gli uomini ricevono la visita di cavalli o di streghe, mentre la donna crede di aver un rapporto con il demonio.

Credo dunque che per l’intera scena del dipinto, Füssli, abbia tratto spunto per la scelta dei personaggi e per l’ambiente proprio da questo.

《 Questo quadro ha doppia immagine quella onirica e quella di un sogno》

Posso dire, infine, che ogni piccolo particolare di questo “Incubo” sembra avere un proprio e preciso significato, studiato in ogni piccolo dettaglio, dalla scelta dei colori, un’oscurità interrotta da una luce bianca che ne fa da protagonista.

Dopo la grande fama avuta da quest’opera, l’artista scelse dunque di porre alcune varianti al dipinto originale.

Anche altri artisti ne creano delle caricature ed altre opere molto simili.

Che dire, questa è la mia descrizione di quest’opera. Spero vi sia piaciuta e che vi abbia incuriosito.

Una buona giornata.

@elygioia #pensieriscrittielygioia

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AUTORI

– ORFEO, EURIDICE, HERMES –

– ORFEO, EURISICE, HERMES – ( Bassorilievo in gesso ) L’opera originale si presuppone fosse di ALCAMENE

Oggi desidero condividere con voi una storia che m’affascina da sempre, partendo dalla descrizione di quest’opera meravigliosa che rappresenta per l’appunto i protagonisti della stessa. – HERMES ( in veste di Psicagogo ) ORFEO ( affranto dal dolore ) ed EURIDICE ( la Ninfa dei boschi, eternamente innamorata )

La Grecia ed i suoi miti, la storia ed il suo fascino. Quest’opera rappresenta la vera celebrazione del tema della morte, Si presuppone che l’autore dell’originale fosse ALKAMENES, allievo del grande professore di archeologia Jean Charbonneaux. “Un dolore pudico, dove a parlare sono gli sguardi, i movimenti delle loro vesti, la posizione dei loro piedi, le carezze delle loro mani e non le labbra”. Un Orfeo che infrange il patto [ Noli Respicere ] “non guardare”, un Euridice innamorata che cerca di consolare il suo amato accarezzandogli la spalla, trattenuta però da Hermes, lo psicagogo che, anch’esso dispiaciuto ( lo si evince dallo sguardo ), le dice che non può più andare avanti.

L’ineluttabilità della morte.

Ma, di cosa sto parlando esattamente? Della storia di due amati ORFEO di Tarcia, figlio di Eagro ( Apollo ) e della musa Calliope, ed Euridice, Ninfa dei boschi. Orfeo era un cantore, un poeta, un musicista, permettetemi di dirlo, era un gran romanticone, il classico “principe azzurro”. Si dice che andava camminando, suonando e cantando, le sue opere d’amore, e che persino le radici degli alberi ne seguivano i movimenti per ascoltarlo. Orfeo, innamorato perdutamente di Euridice e contraccambiato. Ahimé, non era il solo ad esserlo, sempre se si vuol definire amore, quello del fratello Aristeo; Infatti, lo stesso, approfittò di un momento intimo della bella Euridice, la quale stava facendo un bagno così come madre natura la creò, per tentare di farla sua. In poche parole, le saltò addosso, ma nell’inseguimento che seguì, Euridice, riuscì più volte a sfuggirgli, finché accidentalmente calpestò un serpente velenoso che la uccise con il proprio morso.
Euridice entrò così nell’oltretomba ed Orfeo con tutta la sua tenacia decise di andarsela a riprendere. ( come si suol dire? Volere è potere ) Ebbene sì, Orfeo intraprese questa missione, ovvero, la ricerca della via che portasse nel regno delle anime morte, e <<rullo di tamburi>>, la trova! Una piccola apertura di una montagna, proprio nei pressi di Napoli, esattamente a Cuma. Arrivò al Fiume Stige, il quale separava il mondo dei vivi da quello dei morti, dove incontra Caronte [ Caronte era colui che faceva passare al di là del fiume coloro che erano destinati ad andarsene, a patto che gli stessi si presentassero con una moneta da dargli in cambio. ] che lo fece passare. Orfeo non era in possesso di alcuna moneta. Persino il grande mostro, la bestia a tre teste ( Favoloso cane della mitologia greca, custode dell’entrata dell’Ade ) di nome Cerbero, s’accucciò dinanzi al melodioso avanzare di Orfeo. Fino a che, finalmente, giunse ai piedi del trono di Ade, dio degli Inferi, e Persefone, la sua consorte. Orfeo non perse tempo e spiegò subito il motivo per il quale egli si trovava lì, iniziò a chiedere di riavere con sé la sua Euridice. Ade e Persefone si mostrarono faveroveli ma vollero stabilire con lui un patto. Avrebbero ridato Euridice ad Orfeo ma, durante la risalita verso la luce, non avrebbe dovuto assolutamente voltarsi per guardarla in volto fino a che entrambi non sarebbero arrivati nuovamente e completamente alla vita, ovvero, alla luce del sole ( non si potevano guardare le anime dei morti ). Ed è qui che entra in gioco anche Hermes, con il compito si sorvegliare il comportamento di Orfeo lungo tutto il cammino. Dunque, Orfeo riprende la risalita verso la luce seguito da Euridice ed Hermes. Diverse le tentazioni che superò grazie alla forza dell’amore, nel non girarsi. [ Sono divenuta così brutta o non mi vuoi più bene che non mi guardi nemmeno? – le voci che sentiva – Ho tanta voglia di abbracciarti ti prego abbracciami ] Respinse con tenacia ogni parola, fino a che arrivò a toccare nuovamente, con la pelle, la luce del sole, convinto di non essere il solo, si voltò verso la sua amata. Peccato che però, a causa della ferita alla caviglia, data dal morso di quel maledetto serpente, Euridice rallentò il passo e non si trovò in quell’istante esattamente alla luce del sole, vi si trovava ancora a pochi passi da essa.

[ Pensavo a quel gelo, quel vuoto che avevo traversato e che lei si
portava nelle ossa, nel midollo, nel sangue. Valeva la pena di rivivere
ancora? Ci pensai, e intravidi il barlume del giorno. Allora dissi “Sia
finita” e mi voltai. Euridice scomparve come si spegne una candela. ] “Cesare Pavese, L’inconsolabile, tratto dai dialoghi di Leucò.

“QUIS ET ME INQUIT MISERAM ET TE PERDIDIT ORPHEU, QUIS TANTUS FUROR?” Chi rovinò me misera e te, oh Orpheu, quale pazzia così grande?

Ed ecco che l’opera sopra raffigurata prende “vita” mostrando i più intimi sentimenti dei protagonisti. Orfeo che si volta e scopre di aver perso per sempre la sua amata, Euridice che aveva voler dire a lui << Oh amore mio, hai fatto tutto ciò che potevi fare, grazie>> ed il volto dispiaciuto di Hermes costretto a trattenere la sua mano con fermezza. Quest’opera si può ammirare presso il museo archeologico di Napoli. Due le riproduzioni, Antonio Canova e Auguste Rodin gli autori. Si pensa che l’originale appartenesse alle collezioni di Giovanni Battista Carata, duca di Noja, nel 1700 e successivamente ritrovata a Torre del greco nel 1960 in contrada Sora presso una villa marittima.

Spero di avervi portato con me, almeno per un pochino, in questo storico viaggio, non avendovi perso nel regno di Ade 🙋🏼‍♀️.

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AUTORI

– PRIMO LEVI 31 LUGLIO 1919 –

Primo Levi

“Tutti coloro che dimenticano il loro passato, sono condannati a riviverlo.” PRIMO LEVI , Scrittore e Chimico. Partigiano Antifacsista, il 13 dicembre 1943 venne arrestato in Valle d’Aosta, nel febbraio dell’anno successivo, deportato nel campo di concentramento di Auschwitz  in quanto ebreo. Scampato al lager tornò in Italia e, proprio qui, si dedicò al compito di raccontare le atrocità viste e subite.
Per ricordare questo grande scrittore, che nasceva il 31 luglio del 1919. La sua esperienza partigiana è stata oggetto di due saggi e di una dura polemica giornalistica. L’incubo vissuto nel lager lo spinse a scrivere un testo che fosse testimonianza della sua esperienza ad Auschwiz,  intitolato SE QUESTO È UN UOMO, a mio parere, un’opera unica di cui nutrirsi, parola dopo parola. Queste sono le letture che fanno bene all’anima, in quanto portano ad una riflessione personale rispetto alla vita ed il nostro modo di essere.

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BOOKS

– LA MUSA AI BAGNI –

“Vieni: ci annegheremo piano piano.”

[ LA MUSA AI BAGNI – Gabriele d’Annunzio – POESIE ]

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ART

– ART SECONDA PARTE ( SECOND PART ) –

Questa mattina ho iniziato a mostrarvi alcuni degli artisti che seguo ed amo di più nell’arte surrealista, digitale e non. Eccone altri che, a parer mio, meritano davvero d’esser conosciuti. Rullo di tamburi… Jean-Luc Olivier

This morning I started showing you some of the artists that I follow and love most in surrealist art, digital and otherwise. Here are others that, in my opinion, really deserve to be known. Drum roll … Jean-Luc Olivier

Artista nato nel 1964 e che scelse l’arte come modo per esprimere i suoi sentimenti e le sue emozioni. I suoi dipinti ad olio allegorici e acrilici riflettono la sua predilezione per un linguaggio simbolico. Nel corso degli anni si è dedicato anche alla pittura di ritratto ed in questa esperienza ha sviluppato il suo stile personale ritratto, caratterizzato da una colorazione quasi monocromatica in morbidi colori beige e marrone, su tele create appositamente. Jean-Luc Oliier da sempre ci mostra il suo interesse per l’era “Woodstock”. Come non apprezzare le sue opere?.

Artist born in 1964 and who chose art as a way to express his feelings and emotions. His allegorical and acrylic oil paintings reflect his fondness for a symbolic language. Over the years he has also dedicated himself to portrait painting and in this experience he has developed his personal portrait style, characterized by an almost monochromatic coloring in soft beige and brown colors, on specially created canvases. Jean-Luc Oliier has always shown us his interest in the “Woodstock” era. How can we not appreciate his works?

Ora è il momento di Jenny Munkler, autodidatta surrealista nata vicino al confine belga-lussenburghese nel 1948. Le sue opere sono realizzate con pittura acrilica e ad olio. Ecco alcune delle sue più belle illustrazioni!

Now is the time for Jenny Munkler, a surrealist self-taught born near the Belgian-Luxembourg border in 1948. His works are made with acrylic and oil painting. Here are some of his most beautiful illustrations!

I don’t know about you but this work gives me the idea of four seasons, represented in a post-modern key, in their different colors and characters. A bit like the four seasons of love. Non so voi ma quest’opera mi dà l’idea di quattro stagioni, rappresentate in chiave post-moderna, nei loro diversi colori e caratteri. Un po’ come le quattro stagioni dell’amore.

CATRIN WELZSTEIN artista dalle infinite sfumature. Surrealismo e magia, dolcezza ed umanità, fantasia e sogno. Le sue opere contengono vere e proprie storie, tra simbolo e resoconto onirico. L’artista Americana ( Californiana per la precisione ) è anche madre a tempo pieno. CATRIN WELZSTEIN artist of infinite shades. Surrealism and magic, sweetness and humanity, fantasy and dream. His works contain real stories, between symbol and dream account. The American artist (Californian to be precise) is also a full-time mother.



Una maestra nel campo della digital art. A teacher in the field of digital art.

E, per concludere questa seconda parte, ecco lei con le sue opere, sempre ricche di dettagli, che vengono raccolte da prestigiose collezioni pubbliche e private in tutto il mondo! Il suo stile è stato paragonato alle illustrazioni fotorealistiche di Audbon. Vi parlo di Adonna Kahre.

And, to conclude this second part, here is her with her works, always rich in details, which are collected from prestigious public and private collections all over the world! His style has been compared to Audbon’s photorealistic illustrations. I speak to you of Adonna Kahre.

Le sue opere sono disegni a matita in larga scala. His works are large scale pencil drawings.

His designs are not pre-programmed, but evolve through Khare’s experiences with people and the absurdities of life. The result is a group of drawings in which animals coexist in a world beyond ours and are inexplicably linked together, often not by choice.

I suoi disegni non sono pre-programmati, ma mutano attraverso le sue esperienze con le persone e tra le assurdità della vita. Il risultato è un gruppo di disegni in cui gli animali coesistono in un mondo oltre il nostro e sono inspiegabilmente legati insieme, spesso non per scelta.

Spero che anche questa seconda parte, dedicata a questo meraviglioso mondo dell’arte, vi sia piaciuta.

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ART

– ART PRIMA PARTE ( FIRST PART ) –

Eccoci qui, in questa calda mattinata, nel mio piccolo mondo. Conoscere è arricchirsi, perciò oggi ho deciso di viaggiare con voi attraverso l’arte. Vi è mai capitato di rimanere incantati davanti ad un quadro o ad una scultura? Io si, ed è sempre un’emozione a dir poco sublime. Amo la scrittura e ne ho fatto valvola di sfogo del cuore, ma quando mi perdo in un’illustrazione sento la mia anima slacciarsi dal corpo per iniziare un volo tutto nuovo. Dunque ho pensato di condividere alcuni dei miei illustratori preferiti ed alcune delle loro creazioni.

Here we are, on this warm morning, in my little world. Knowing is getting rich, so today I decided to travel with you through art. Have you ever been enchanted in front of a painting or a sculpture? I do, and it’s always a sublime emotion to say the least. I love writing and I have made it an outlet for the heart, but when I lose myself in an illustration I feel my soul untie from the body to start a whole new flight. So I thought I’d share some of my favorite illustrators and some of their creations.

Inizierò con Christian Schloe, artista Austriaco che unisce pittura, illustrazione e fotografia. Autore di molte opere digitali.

I will start with Christian Schloe, an Austrian artist who combines painting, illustration and photography. Author of many digital works.

Mi piace come riesce a trasmettere da ogni immagine sempre un altro mondo, quello interiore. M’incanta come viene rappresentata la natura, sempre collegata con un corpo che non smette di venerarla penetrando nella sua essenza.

I like how it manages to transmit from every image another world, the inner one. It enchants me as nature is represented, always connected with a body that never ceases to venerate it by penetrating into its essence.

Il secondo artista che desidero inserire nella mia “lista” è Aykut Aydogdu ed il suo universo cupo e sensuale. Nato ad Ankara è un illistratore che lavora per editori nazionali ed esteri e per agenzie pubblicitarie globali.

The second artist I wish to include on my “list” is Aykut Aydogdu and his dark and sensual universe. Born in Ankara, he is an illistrator who works for national and foreign publishers and for global advertising agencies.

Un genere che fa arrivare alla mente sempre un messaggio ben diretto, stuzzicando la fantasia degli occhi che lo contemplano. L’ultima illustrazione mi piace in particolar modo. È un po’ come aver scritto “dentro ad ogni bocca vi sono infinite parole, come nell’universo un’infinità di vite diverse, ma solo una lingua dolce sarà capace di accarezzarne e valorizzarne il senso.”ElyGioia.

A genre that always brings to mind a well-directed message, teasing the fantasy of the eyes that contemplate it. I particularly like the last illustration. It is a bit like having written “inside each mouth there are infinite words, as in the universe an infinity of different lives, but only a sweet language will be able to caress and enhance its meaning.”

Come non menzionare poi Stella Im Hutberg nata in Corea del Sud. “L’ illusione è anche un percorso di conoscenza”

How not to mention Stella Im Hutberg born in South Korea. “Illusion is also a path of knowledge”

Un melanconico sguardo al femminile che racconta l’animo fragile e forte allo stesso tempo. Attraverso queste opere riscopro la voglia estrema di una rinascita interiore che sboccia alla vita, quella stessa vita che spesso ci isola nella nostra solitudine.

A melancholy look to the female that tells the fragile and strong soul at the same time. Through these works I rediscover the extreme desire for an inner rebirth that blossoms to life, that same life that often isolates us in our solitude.

Un’altro grande illustratore è Oriol Angrill Jordà nato a Barcellona. La sua abilità più identificativa è che qualsiasi cosa usi è in grado di produrre un’immagine realistica.

Another great illustrator is Oriol Angrill Jordà born in Barcelona. His most identifying ability is that whatever he uses is capable of producing a realistic image.

E poi l’inconfondibile ed inimitabile Slava Fokk, artista Russo specializzato nella pittura surrealista navigando tra neoclaccisismo ed Art Deco. S’ispira al simbolismo Russo ed alla pittura ad olio della scuola Olandese.

And then the unmistakable and inimitable Slava Fokk, a Russian artist specializing in surrealist painting navigating between Neoclaccisism and Art Deco. It is inspired by Russian symbolism and oil painting by the Dutch school.

La bellezza di volti che emanano un carattere dalle infinite sfumature. Mi ci perdo in questi colori.

The beauty of faces that emanate a character with infinite shades. I get lost in these colors.

Benjamin Lacombe, autore ed illustratore Francese.

Benjamin Lacombe, French author and illustrator.

Una visione del mondo tutta particolare in ogni suo tratto. Opere che sembrano cercare di catturare ogni sguardo per incatenarlo al loro interno. Un abbandono stiloso di emozioni.

A particular view of the world in all its features. Works that seem to try to catch every glance to chain them inside. A stylish abandonment of emotions.

Ultimo in questo primo articolo, ma non d’importanza, è Davide Bonazzi autore dallo stile chiaro, concettuale e surreale. Artista bolognese che mira di creare soluzioni visive intelligenti per rappresentare argomenti complessi, nonchè immagini narrative e spiritose, come ha espresso nel corso di una sua intervista.

Last in this first article, but not of importance, is Davide Bonazzi author with a clear, conceptual and surreal style. Bolognese artist who aims to create intelligent visual solutions to represent complex topics, as well as narrative and witty images, as he expressed during an interview.

Spero d’aver suscitato, in questo sabato, nella vostra casa, un po’ di curiosità. Provate a soffermarvi almeno su una di queste illustrazioni, il tempo non ti sarà nemico in questo. Provate ad entrare nel suo significato e liberate ogni vostro pensiero. Se vorrete, potreteinserire qui nei commenti ciò che ne avete tratto. Credo che l’ispirazione sia il motore della propria arte, ognuno ha la propria, basta solo saperla ascoltare per viverla.

I hope I have aroused some curiosity in your home this Saturday. Try to dwell at least on one of these illustrations, time will not be an enemy in this. Try to get into its meaning and free your every thought. If you want, you can insert in the comments what you have drawn from it. I believe that inspiration is the engine of one’s art, everyone has their own, you just need to know how to listen to live it.

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POETRY

– INGENUA RAGAZZA ( NAIVE GIRL ) –

Illustrazione di Rafal Olbinski

Certezze indissolubili vagano, lungo il ciglio della maturità. Estroversi e persi, occhi d’ingenua ragazza. Che son tutti uguali i ricordi di un amore falso, non temere. Si riceverà il peggio, si conserverà il meglio, ogni cosa a suo tempo. Avran luogo tormenti, esperimenti del cuore, che se deve amare, la testa nulla può. Si vedrà, la costruzione di una grande casa, dai balconi a tratti vuoti a tratti pieni, dai mille colori. E tutto avverrà così forte e veloce, che ti sembrerà di perder orientamento. Poco importa. Non importa. Sarai sempre te, con te stessa. Non ti tradire, non ti mentire, non far finta di non esistere. Te, sarà l’unica persona che non ti lascerà mai, per tutta la vita. Dunque, sarà il caso d’imparare ad amarsi di più.

Indissoluble certainties wander along the edge of maturity. Extroverted and lost, naive girl eyes. That all the memories of a false love are the same, don’t be afraid. We will receive the worst, we will keep the best, everything in its time. Torments will take place, experiments of the heart, which if it must love, the head can do nothing. We will see the construction of a large house, with balconies that are sometimes empty and sometimes full, with a thousand colors. And everything will be so strong and fast, that you will seem to be losing orientation. It matters little. It does not matter. You will always be you, with yourself. Don’t betray yourself, don’t lie, don’t pretend you don’t exist. You will be the only person who will never leave you for life. Therefore, it will be appropriate to learn to love each other more.

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POETRY

– PICCANTE VITA ( SPICY LIFE ) –

Illustrazione di @aykutmaykut

Cumuli agli occhi, vapore al cuore. Sguardo intenso, denso animo. È che in questo stato, io vivo, le lacrime spente m’accendono la pelle. Rovente lo scritto dal ventre, audace il canto dalle gote. Che siano pur lunghe, le attese, purché mai vane, ch’io possa toccarle con bocca nuda e ch’io possa mutarle in prelibatezze ai passanti di questa piccante vita.

Piles in the eyes, steam in the heart. Intense gaze, dense soul. It is that in this state, I live, dead tears light up my skin. The writing from the belly is hot, the cheek from the cheeks is bold. Even if the expectations are long, provided they are never in vain, that I can touch them with a naked mouth and that I can change them into delicacies to passers-by of this spicy life.

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BOOKS

– HO PORTATO NELL’ARTE ( I BROUGHT IN ART ) –

ElyGioia Photo

Vado fantasticando. Ho portato nell’arte desideri e sensazioni, volti lineamenti appena intravisti; i vaghi ricordi di amori non compiuti. A lei mi affido. Lei sa come dare forma alla bellezza; e impercettibilmente completa i giorni, armonizza impressioni, armonizza la vita.

I am daydreaming. I brought desires and sensations into art, faces barely glimpsed features; the vague memories of unfulfilled loves. I rely on her. She knows how to shape beauty; and imperceptibly completes the days, harmonizes impressions, harmonizes life.

Chi era Konstandinos Kavafis ?

Uno dei maggiori poeti del novecento, Konstandinos Kavafis, conosciuto in Italia come Constantino Kavafis. Nasce ad Alessandria d’Egitto, nel 1863, ed è sempre in questo luogo che passa l’intera sua vita, ad eccezione dei sette anni vissuti a Londra con la madre ed i suoi fratelli e dei tre anni passati a Constantinopoli nella casa del nonno materno. Muore ad Alessandria ,il 23 aprile del 1933, nello stesso giorno in cui nacque, incredibile vero?. Il libro di cui vi ho riportato la foto qui sopra è una raccolta di tutte le sue poesie; tra le tante, ho scelto di condividervi ” Ho portato nell’arte” in quanto descrive meravigliosamente l’arte in ogni sua espressione ed i suoi “effetti” verso chi la crea e chi la ama.

One of the greatest poets of the twentieth century, Konstandinos Kavafis, known in Italy as Constantino Kavafis. He was born in Alexandria in Egypt, in 1863, and he is always in this place where he spends his whole life, except for the seven years he lived in London with his mother and his brothers and the three years spent in Constantinople in his grandfather’s house breast. He died in Alexandria, April 23, 1933, on the same day he was born, incredible right ?. The book whose photo I have shown above is a collection of all his poems; among the many, I have chosen to share with you “I brought in art” as it wonderfully describes art in all its expressions and its “effects” towards those who create it and those who love it.

Cosa ne penso io dell’Arte?

Io sono convinta che senz’arte non si può vivere. Tutto è arte. Un sorriso non lo può essere forse? Esso può essere trasformato in un dipinto, in uno scritto, in una melodia, in una scultura, in un canto, in un ballo. Insomma, l’arte è oggetto e componimento. È semplicità complessa che incontra la vita.

What do I think of Art? Am convinced that one cannot live without art. Everything is art. A smile cannot be perhaps? It can be transformed into a painting, a script, a melody, a sculpture, a song, a dance. In short, art is object and composition. It is complex simplicity that meets life.

ElyGioia #pensieriscrittielygioia https://instagram.com/poeticamente_elygioia?igshid=wkmpjsuxsj8

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– L’ALCHIMISTA –

[ <<Perché i cuori non suggeriscono agli uomini di perseverare nella realizzazione dei propri sogni?>> domandò  il ragazzo all’Alchimista. << Perché,  in tal caso, i cuori potrebbero dover affrontare una sofferenza maggiore. E non gli piace affatto soffrire>> ]  Tratto da “L’ALCHIMISTA” di Paulo Coelho.

Voi che ne pensate? Avete una vostra teoria a riguardo?

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