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ART

– ARTE CHE NON DIMENTICA –

Buon giorno mondo. 🌻

Parola d’ordine, arte.
Oggi ho costruito una poesia che vuol essere un pensiero da non dimenticare mai. Proprio come l’autrice di queste opere decisamente meravigliose, che fa, di oggetti passati e dimenticati, elementi nuovi presenti e mirabili.

📖Come artistiche
creazioni danno vita
all’animo umano, spudorate emozioni lo cosparono
di un nuovo sguardo.
Che di storie
ne dimentichiamo troppe
e c’è bisogno di conservare,
di far colare cuore
e mente
di vissuti carnali.📖
ElyGioia

✅Fai del passato, quello bello e che ti è stato utile e di valore, un nuovo elemento vivo del tuo presente, fantasticando il tuo futuro.

🎨 Opere di @alexandradillonartist

⬇️ E tu, cosa ne pensi di questo modo di ricreare l’arte?


@elygioia

#pensieriscrittielygioia #poesiacontemporanea
#operedarte #arte

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ART

– Arte e poesia si fondono –

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STORIA e CULTURA

– LE ORIGINI – MITOLOGIA GIAPPONESE –

( Si consiglia l’ascolto durante la lettura )

Izanagi e Izanami, Immaginie dal Web

Vi era uno spazio infinito, un tempo, chiamato Ohosora, ed è proprio da qui parte questa intrigante ed appassionata storia. La Creazione.

Siamo dove tutto ha origine, i primi cinque *kami, ovvero, le divinità primordiali ed assessuate, stabiliscono la propria dimora nel Takamagahar, l’altopiano del paradiso, o, residenza degli dei, nello Scintoismo. Da qui nascono sette generazioni di dei tra cui uno del sesso maschile ed uno del sesso femminile, Izanagi ( colui che invita ) e Izanami ( colei che invita ), fratello e sorella ma anche compagni. Gli dei decidono di donare proprio ad essi una lancia, Ame-no-nuhoko, con lo scopo di creare il mondo e di generare vita. Dunque essi, agitano il fango primordiale ed è così che cadono diverse gocce d’acqua salata. Si forma così, in mezzo al vuoto, un pezzo di terra, l’Isola di Onogoro, la nuova dimora di questa coppia di dei. Come “normalissimi” uomo e donna iniziano a coltivare in loro un desiderio di avvicinamento e, dietro a questo, realizzano tutto un procedimento ben preciso per l’incontro. Costruiscono una colonna, stabiliscono quanti saranno i giri da compiere attorno ad essa e chi dovrà per primo incastrarsi all’altro. Izanami, donna intraprendente, diremo noi del 2020, rimane dunque subito incinta ma al primo, come al secondo, succede qualcosa di inaspettato.

*[ Il termine Kami indica una divinità, un nome, uno spirito soprannaturale, limitatamente all’uso nello Shintoismo, la parola è un’orofincenza per spiriti nobili e sacri, implica un senso di rispetto o adorazione per la loro virtù ed autorità. ]

Da alla luce due “esseri” deformi dai tratti demoniaci. Decidono entrambi quindi di abbandonarli. Tutto questo non è un caso. Gli dei, infatti, spiegano ad Izanami, che la colpa è la sua in quanto fu lei a fare il primo avvicinamento e fu sempre lei a proferire parola per prima durante l’incontro, mentre avrebbe dovuto stare in silenzio e ferma ( Pure tra gli dei il maschilismo la faceva da padrone ). E va bene così, Izanami obbedisce e finalmente riesce a dar vita inizialmente ad otto figli, le otto isole del Giappone. Sado, Yamato ( Honshu ), Ori, Tsushima, Iri, Tsukushi ( Kyushu ), Ivo ( Shikoku ), Awaiji .

Successivamente hanno altri figli ma, Izanami, durante il parto del dio del fuoco, ( Kagutsuchi ) perisce a causa delle bruciature e viene sepolta presso il monte Hiba.

Monte Hiba ( Shamane )

Izanagi, prova forte dolore e rabbia, a tal punto di arrivare ad uccidere il suo stesso figlio con la sua spada. Lo spezza in otto parti, dalle quali nascono otto vulcani. Dal sangue versato nascono dunque altre numerosissime divinità, come ad esempio Ryujin, il dio del mare, e Takitsuhiko, il dio della pioggia.

Nonostante il tempo passa, Izanagi, non riesce ad accettare la perdita della sua amata e decide quindi di andare nell’aldilà, nel regno dell’oltretomba Yomi-tsu-kuni per cercarla e riportarla via con sé. (( vi ricorda qualche altra storia? se non lo avete ancora visto, vi consiglio di dare una letta anche a questo articolo “Orfeo ed Euridice” ➡️ http://pensieriscrittielygioia.com/2020/08/31/orfeo-euridice-hermes/ ))

Izanagi trova Izanami, non sapendo che comunque non potrà mai portarla via con sé, avendo essa stessa già mangiato il cibo dello Yumi, divenendo così totalmente appartenente al regno dei morti, è costretto a fare una promessa, ovvero, non la deve guardare fino a che entrambi sono lì. (( Sempre la stessa storia, direte voi, invece no, attenzione )) Lui si avvicina a lei mentre ancora dorme e così, non resiste e con una ciocca dei suoi lunghi capelli neri accende una fiamma per rimanerne incantato ancora. Peccato che d’incanto non è rimasto più nulla, Izanami, è oramai un demone, in stato di decomposizione, ricolma di vermi ovunque.

Povero Izanagi ! Che delusione che prende. Talmente forte è lo spavento che decide di correre via da lei, non curandosi del rumore che fa. Infatti, tutto questo trambusto, la desta dal suo sogno e s’accorge dell’accaduto.

Izanami si offende moltissimo per il suo comportamento e si adira contro di lui. Per vendetta cerca di scagliargli addosso un Raijin, dio del fulmine, ma egli riesce a scappare. Dalla rabbia però essa promette che ogni singolo giorno ucciderà 1000 dei suoi uomini. Izanagi non si lascia vincere e risponde che egli stesso ne farà nascere altri 1500 nello stesso arco di tempo. Da qui, si dice, la morte e la vita esistono nel mondo.

Izanagi, per purificarsi dal viaggio nell’oltretomba, lava accuratamente il suo corpo ed è da qui che, ad ogni parte lavata, nasce un nuovo dio. Menzionerò i tre più importanti, ovvero, Amaterasu ( dea del sole, uscita dal suo occhio sinistro ), Tsukuyomi ( dio della luna, dal suo occhio destro ) e Susano ( dio delle tempeste e del mare, dal suo naso ).

Amaterasu, immagine dal Web
Susano, Immagine dal Web
Tsukuyomi, Immagine dal Web

Inizialmente Amaterasu condivide il cielo con Tsukuyomi, fratello e successivamente anche marito. Dopo un po’ di tempo però si dividono, ebbene sì, pure tra dei si combinano queste cose. Tutta colpa di lui, direbbe Amaterasu. In effetti, Tsukuyomi un giorno uccide dal dea del cibo la quale ha organizzato un banchetto in onore di Amaterasu. Cosa inaccettabile ! Ed è da qui, si dice, che il giorno viene diviso dalla notte.

Le avventure però non finiscono qua, restate con me altri due minuti.

Izanaghi un giorno ordina a suo figlio, Susano, di lasciare il paradiso e prima di obbedire al padre egli si reca proprio da sua sorella, “l’affabile” Amaterasu, per darle un saluto, ma fin dal primo istante lei si mostra scettica riguardo a questo gesto.

Susano vuol provare la sua onestà e la sfida in una gara, la vince nonostante è Amaterasu a proclamarsi vincitrice. Susano non gradisce il gesto ed uccide le sue servitrici e distrugge i suoi campi di riso. Amaterasu alla vista di tutto ciò si spaventa e si nasconde lontano, in una caverna di pietra, isolandosi dal mondo. Qui il mondo cade nell’oscurità più profonda e da qui inizia il mito che per gli antichi giapponesi spiegava il fenomeno dell’eclisse.

Per attirarla fuori da questa caverna, gli dei si mettono d’accordo ed una tra loro regala ad essa una gemma ecco uno specchio, e nel guardare questo due tesori, essa, vede la la sua immagine riflessa nello specchio. Resta quindi confusa tanta è la sua bellezza, a tal punto che gli dei riescono a portarla fuori e a chiudere per sempre l’età dell’oscurità.

Susano però è espulso dal paradiso, per il gesto compiuto, e così si ritrova nella provincia di Tsukumo dove incontra una coppia disperata per la perdita dei loro sette figli su otto, e vicini alla morte anche della loro unica figlia rimasta, a causa di un mostruoso serpente dalle otto teste e dalle otto code. Yamata no Orochi. La bestia è così grande che il suo corpo copre la distanza di otto valli e otto colline. Abeti e cipressi crescono sul dorso e il suo corpo è coperto di muschio.

Immagine dal Web

Susano decide di offrirsi come Salvatore della ragazza con la richiesta ai genitori della sua mano. Essi accettano e subito parte il piano di Susano. Questo mostro era solito godere di alcol e carne umane. Egli costruisce quindi una grande barriera tutt’attorno alla casa dei malcapitati con ben otto aperture. Ad ognuna posiziona una tazza di Sakè ( bevanda alcolica tipicamente giapponese ottenuta da un processo di fermentazione che coinvolge riso, acqua e spore koji ). È giunto il momento! La bestia s’avvicina alla casa e, golosa e perfida, infila una delle sue otto teste in un’apertura ed inizia a godere della bevanda, invitando così anche le altre sette a fare lo stesso. Mentre si trova ancora in uno stato confusionario Susano la attacca, con la stessa spada che il padre Izanagi usò per uccidere il dio del fuoco. Una, due, tre, sconfitte. Ma quando arriva alla quarta, si accorge che la spada è scalfita e decide di procedere con le sue stesse mani. Squarcia la coda e ne rimane meravigliato. Proprio lì trova una lama dalla tale bellezza che decide di donarla alla sorella Amaterasu in segno di pace. Si riappacificano. La spada, insieme la gemma e lo specchio, diviene quindi uno dei tre tesori sacri. Amaterasu con il tempo decide di tramandarli ad ogni sua discendenza che sarà poi la potenza del Giappone, ossia, i futuri imperatori.

Spero davvero d’avervi fatto fare un breve viaggio nel tempo e nella storia fatta di questi miti che sempre ci rallegrano la fantasia donandoci nuovi posti in cui perdersi un po’, una volta ogni tanto.

@elygioia #pensieriscrittielygioia

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– INANNA ( THE QUEEN OF THE NIGHT ) –

Oggi ho una tale fame di Storia che desidero condividere con voi, viaggiando indietro nel tempo, aleggiando sui cieli mesopotamici. Riscopriamo Inanna.

Inanna ( immagine conservata al British Museum di Londra )
 

Inanna ( la dea del cielo e dell’amore e della notte ) “The Queen of the night” denominata successivamente “IÅ¡tar” dagli Accadi, dagli Assiri e dai Babilonesi, è identificata successivamente dagli Ittiti con “ŠauÅ¡ka”, “Astarte” dai Fenici. [L’iconografia della dea è associata anche alla stella a otto punte, la dea più popolare di tutta la mezzaluna fertile] Considerata come una delle più importanti divinità di tutto il vasto Pantheon mesopotamico. Attraverso le opere scritte dalla poetessa Enheduanna (2.285-2.250 a.C.), figlia del Re Sargon, Inanna fu assimilata ad Ishtar e identificata come una divinità della vegetazione e della rinascita. Associata al pianeta Venere. Si pensa anche che in molti miti su Inanna, tra cui Discesa di Inanna agli Inferi e Inanna e Shukaletuda, i suoi movimenti corrispondono con i movimenti di Venere nel cielo. Quest’immagine è una riflessione dei Sumeri sul passato matriarcale e sulla transizione al patriarcato nel ciclo mitico della dea Inanna, l’ evoluzione della dea madre. Il mito racconta che la dea Inanna si impossessò dei “me” della conoscenza (i me nella mitologia sumera sono le leggi e le pratiche alla base della civiltà) per lasciarli agli uomini. Come altra dimostrazione della propria virtù e del proprio coraggio discese persino negli inferi.

Inanna e l’albero di Huluppu

《Il Dr. Jeremy Black, storico e docente di Storia presso l’Università di Exeter, ha scritto : “Violenta e lussuriosa dopo aver ottenuto il potere, Inanna sta accanto ai suoi Re preferiti mentre essi combattono. In un poema sumero Inanna è descritta mentre lotta contro il “Monte Egih”. Il suo viaggio verso Eridu per ottenere i “ME” e la sua discesa nel mondo sotterraneo sono descritti come destinati ad accrescere la sua energia”》

Curiosità

Inanna era considerata come la dea a conoscenza dei segreti del cosmo e rivelatrice degli stessi, aveva il potere anche infondere arti e conoscenza a chi glieli chiede, in dono. Raffigurata sempre come dea riccamente abbigliata o completamente nuda.
I Suoi importanti santuari si trovavano a Zabala, Uruk e in Babilonia.
Dea indipendente e mai accasata, nè dominata da alcuno, tanto quanto era il suo magnetismo. innamorata via via di diversi pastori, tra cui Tammuz, e di un giardiniere, che furono poi condannati dalla dea stessa, trasformandoli in diversi animali. Dea Sempre in movimento, alla ricerca della sua casa e del suo potere.

Successivamente Il culto di IÅ¡tar si diffuse anche in Egitto durante la XVIII dinastia.

Spero d’avervi incuriosito un po’ su questa figura, a mio avviso, molto interessante.

@poeticamente_ElyGioia #pensieriscrittielygioia