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STORIA e CULTURA

– 25 NOVEMBRE Giornata Mondiale Contro La Violenza Sulle Donne –

Oggi, a differenza degli anni passati, mi sento di portare una riflessione leggermente diversa riguardo al significato, estremamente importante, di questa giornata. Oggi, vorrei mettere a fuoco la gran lacuna formata dalla nostra società. Da stamattina, opinionisti tv, giornalisti, ministri, non fanno altro che incoraggiare le donne a denunciare in caso di violenza subita. Poi però ne decantano la forza. Contraddizione ed ignoranza sono malattie devastanti che causano danni immensi nelle vite delle persone. Una donna che rimane vittima di violenza è una vera e propria vittima dell’intera comunità. Ma pensiamo davvero che le donne non vogliano denunciare?. Nel 2020, pensiamo davvero che una donna continui a provare amore verso un uomo che esercita su di lei una qualsiasi tipo di violenza?. Tanti i centri antiviolenza, tanti gli psicologi e gli assistenti sociali che si proclamano paladini della giustizia. Al posto di mettere in evidenza tutto questo, perché non mettere in evidenza il fatto che, quando una donna denuncia, la lentezza giudiziaria, diventa omicida essa stessa?. Noi donne, dovremmo girovagare, in fin di vita, dal pronto soccorso ai carabinieri, per ottenere una misera custodia cautelare, d’altra parte “sei ancora viva”. Povere quelle donne, allora, che i segni non li portano alla pelle, ma all’anima!. Ma lo sapete che la violenza psicologica arriva appena un attimo prima di una coltellata o di un pugno?. Personalmente, mi sento di urlare tutte queste parole come dall’alto di una montagna, sento esclusivamente il mio eco. Mi tornano addosso, violentandomi testa e cuore. Non si può più accettare tanto dolore. È ora di finirla di dedicare video, parole, poesie commoventi alle donne e poi voltare loro le spalle tutto il resto dell’anno. Sempre pronti a dire “Stop alla violenza!”e mai pronti a prestare vero aiuto quando questi casi toccano membri della propria famiglia o della propria cerchia di amicizie. Subito pronti a farsi avvocati difensori e mai pronti a parlare quando vi è bisogno, omertà vigliacca. Io, oggi, non dico alla donna di trovare il coraggio di denunciare, la donna non è un essere stupido, sà la cosa giusta da fare. Ha solo bisogno di sentirsi per una santa volta protetta da questa ingrata società. Oggi, dico alla donna che la speranza non la può togliere nessuno, né uno schiaffo né un insulto. Dico alla donna che ci sono altre donne a questo mondo, con altrettante storie, che non aspettano altro che qualcosa prima o poi cambi, prima di tutto attorno a loro, fino ad arrivare all’interno delle loro case. Esattamente come loro. Ecco, con estrema sincerità, dico alle donne che se sono lasciate sole dalla giustizia non sono sole nell’anima. E l’anima sa essere potente, lasciamola parlare. Chissà che scuoti un po’ la terra e ne faccia uscire del buono.

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POETRY

– Così, sbagliava – ( So, she was wrong) –

( Si consiglia l’ascolto durante la lettura )

Img dal Web

Ciò che le lacerava dentro erano tutte le urla che non riusciva a rigurgitare al mondo. L’amore era la sua unica ancora di salvezza, quand’essa barcollava sembrava l’arrivo dell’apocalisse. L’unico modo per togliere tutto quel male dai suoi occhi era la presenza di quelle braccia. Esse si che avevano gran potere. Erano calde, confortevoli, possenti e delicate allo stesso tempo. Quando le stringevano la schiena poi, le sembrava di volare sopra il cielo delle favole, di quelle che da piccola le piacevano tanto. Il problema era uno solo. La moltitudine di schiaffi ricevuti dalla vita, e non solo, l’avevano resa più fragile di un petalo di rosa al momento della sua caduta. Era come una libreria disastrata ed a pezzi, lasciata lì, senza libretto d’ istruzioni per il suo montaggio. Con la voglia di sentirsi felice ma con l’ estremo bisogno di essere cercata, trovata, curata, ridipinta, compresa e ricostruita. Non era mica una donna semplice. Anzi. Ma era estremamente vera, come poche anime. Voleva amare e toccare l’amore, quello che ricolma ogni quotidianità. Non conosceva amore leggero, non se ne faceva nulla di questo. Bramava un amore corposo, presente, pesantemente e violentemente puro. Non erano le brutte scosse a guarirla, bensì le pazienti azioni. Viveva tutto il vuoto di sé stessa, lottando contro il suo stesso muro, ferendosi sopra i suoi stessi chiodi. Ma, quando arrivavano quelle braccia, era come se tutto tornava all’origine, ad altri tempi. E s’abbandonava ad esse come quando ci si abbandona tra le lenzuola, dopo una ponderosa giornata. Anche qui, il problema era uno solo. L’incapacità della gestione delle sue emozioni, incastrando come in un Tetris dei sorrisi senza lacrime. Ma le amava quelle braccia, eccome se le amava, e non perché ne sentiva il solo bisogno. Le amava senza un perché. Questo per lei era un dono prezioso. Non voleva stringerle fortemente per non rischiare di pungerle con le sue spine, né voleva lasciarle morbide su di sé, per non rischiare di farle sentire poco desiderate. Così, sbagliava. In balia delle sue paure e del suo carattere. Tra l’onda di un suo silenzio e l’onda di un suo pianto.

What tore inside her was all the screams she couldn’t regurgitate to the world. Love was his only lifeline, when it staggered it seemed the arrival of the apocalypse. The only way to get all that evil out of his eyes was the presence of those arms. They had great power. They were warm, comfortable, powerful and delicate at the same time. When they hugged her back, she felt like she was flying over the sky of fairy tales, the ones she liked so much as a child. There was only one problem. The multitude of slaps received by life, and beyond, had made her more fragile than a rose petal at the moment of her fall. It was like a wrecked and broken bookcase, left there, without an instruction booklet for its assembly. With the desire to feel happy but with the extreme need to be sought, found, cared for, repainted, understood and rebuilt. She wasn’t a simple woman. Rather. But it was extremely true, like few souls. He wanted to love and touch love, the one that fills every everyday life. He did not know light love, he did nothing of this. He craved a full-bodied, present, heavily and violently pure love. It wasn’t the bad shocks that healed her, but the patient actions. She lived all the emptiness of herself, fighting against her own wall, hurting herself on her own nails. But, when those arms arrived, it was as if everything went back to its origins, to other times. And he indulged in them as when he indulges in the sheets, after a ponderous day. Again, there was only one problem. The inability to manage her emotions, embedding smiles without tears as in a Tetris. But he loved those arms, and how he loved them, and not because he just needed them. He loved them without a reason. This was a precious gift for her. He didn’t want to hold them tightly so as not to risk pricking them with his thorns, nor did he want to leave them soft on himself, so as not to risk making them feel unwanted. So, She was wrong. At the mercy of his fears and his character. Between the wave of his silence and the wave of his tears.

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POETRY

– Diritto al volo ( THE RIGHT TO FLY ) –

( SI CONSIGLIA L’ASCOLTO DURANTE LA LETTURA )

Illustrazione surreale di  Amy Judd’s

Donate e poi rubate, accarezzate e squarciate, elogiate e disprezzate, le ali di certe donne. Divenute nere, dal fumo tossico della violenza. Ornate di spine, da tutte quelle rose malate inghiottite. Aromatizzate di rabbia, dagli abusi della società. Contrassegnate dalla ruvida ed ignota gente e dalla loro omertà. Eppur si vedono ancora, tra il singhiozzo di certi giorni e la forza di sempre. Con il lume della speranza nascosto al cuore, guardano i giorni futuri. Bramando cure e fiducia, camminano, senza poter più volare. Chissà, se quel lontano futuro s’avvicinerà presto roseo. Chissà se riusciranno mai a riconquistare il diritto al volo ed il diritto all’amore.

Donate and then steal, caress and tear apart, praise and despise, the wings of certain women. Turned black, from the toxic smoke of violence. Adorned with thorns, from all those sick roses swallowed up. Spiced with anger, from the abuses of society. Marked by the rough and unknown people and their silence. Yet they still see each other, between the hiccups of certain days and the strength of always. With the light of hope hidden from their hearts, they look to the future days. Craving care and trust, they walk, unable to fly anymore. Who knows, if that distant future will soon approach rosy. Who knows if they will ever manage to regain the right to fly and the right to love.

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